
La scelta della tecnologia di termovalorizzazione da adottare si basa in generale sulle caratteristiche chimiche e fisiche del rifiuto e sui limiti di emissioni imposti dalle normativa vigenti.
Per quanto riguarda i RSU (RIFIUTI SOLIDI URBANI), le tecnologie disponibili possono essere ricondotte a due tecnologie:
- Combustione del tal quale: il rifiuto GREZZO, sostanzialmente non trattato, viene bruciato in forni di diversa tecnologia, che in genere assicurano un ridotto impatto ambientale attraverso un complesso sistema di trattamento dei fumi e di smaltimento dei reflui liquidi e delle scorie solide;
- Combustione di un combustibile derivato dai rifiuti (CDR):una frazione combustibile, derivata dai Rsu dopo opportuni trattamenti che consentono il recupero dei materiali reinseribili nei cicli produttivi di consumo, viene bruciata in forni di diversa tecnologia (i più diffusi sono quelli a letto fluido e a combustione sospesa), che sono relativamente meno complessi e di più agevole gestione e necessitano di un più ridotto sistema di trattamento delle emissioni gassose.
La tecnologia di combustione di CDR è di recente introduzione sul mercato: prevede una sezione di trattamenti fisici e meccanici intrinseca al processo, che consente il recupero di materiali riciclabili e la produzione di un combustibile più omogeneo di quello di origine.
La principale difficoltà ad ottenere la massima EFFICIENZA ambientale ed energetica da un processo di combustione di RSU sta nell’estrema variabilità delle proprietà chimiche e fisiche dei RSU in dipendenza di fattori stagionali, geografici e socio-economici e nell’alta disomogeneità dei suoi costituenti.
L’omogeneità merceologica ed energetica dei rifiuti influenza tutto il funzionamento dell’impianto; nella combustione di RSU tal quale è probabile che il POTERE CALORIFICO vari anche del 100%: per ovviare a questi problemi si può trattare l’Rsu con processi che ne derivino un CDR più o meno spinto, tenendo sempre presente che la diminuzione di volume è inscindibile da tale processo e che l’ottenimento di combustibile di pezzatura omogenea e POTERE CALORIFICO stabile implica comunque un dispendio energetico a monte.
Il processo quindi, analogamente a quello che accade per la raccolta differenziata, va valutato nella sua globalità, in termini di BILANCIO ENERGETICO.
da F. Asdrubali, G. Moncada Lo Giudice: "La termovalorizzazione
dei RIFIUTI SOLIDI URBANI. Aspetti energetici, tecnologici,
legislativi ed ambientali", La Termotecnica, novembre 2004