
È un dato inconfutabile che le emissioni di gas climalteranti, in particolare CO2, derivanti dall’utilizzo di combustibili fossili abbiano ormai superato la capacità dei sistemi naturali di fissare il CARBONIO presente in atmosfera sotto forma di ANIDRIDE CARBONICA: il tenore di CO2 è passato da 280 parti per milione (ppm) di inizio epoca industriale a 363 PPM del 1998.Il contributo della termovalorizzazione dei RIFIUTI SOLIDI URBANI (Rsu) alla riduzione di GAS SERRA è sicuramente rilevante.
Oltre agli indubbi vantaggi in termini di smaltimento dei rifiuti e di recupero energetico, nell’ipotesi di inviare alla termovalorizzazione l’intero quantitativo di rifiuti attualmente conferiti a discarica in Italia, si potrebbe infatti ottenere una riduzione delle emissioni di gas climalteranti pari al 2% rispetto alle emissioni del 1990.
Tale stima tiene conto del fatto che un rifiuto urbano di composizione media ha un tasso di RINNOVABILItà superiore al 60% e che l’ANIDRIDE CARBONICA di origine biogenica (rinnovabile) non fornisce alcun contributo alle emissioni di GAS SERRA nel corso della combustione di Rsu.Pertanto, anche dal punto di vista della salvaguardia ambientale, il ricorso alla termovalorizzazione risulta senza dubbio più valido dell’usuale conferimento a discarica con captazione di BIOGAS.
Secondo recenti studi*,**, le emissioni di CO2 equivalenti (eq.) derivanti dalla produzione di 1kWh di energia elettrica mediante centrale termoelettrica, alimentata a mix di combustibili fossili, ammontano a circa 729 gCO2 per unità energia prodotta, contro i 577 gCO2 derivati da termovalorizzazione dei RIFIUTI SOLIDI URBANI, per la produzione della stessa quantità di energia, per un guadagno complessivo di 152 gCO2 evitati.
A questo scenario si aggiungono le stime relative alle emissioni di CO2eq. derivanti dallo smaltimento mediante discarica controllata o termovalorizzazione con recupero di energia: smaltire 1 kg di rifiuti conferendoli a discarica con parziale captazione e successiva combustione di BIOGAS produce 290 gCO2 per unità di massa di rifiuto smaltito, mentre termo-valorizzando il medesimo quantitativo di rifiuti (evitando l’immissione di GAS SERRA per il mancato ricorso a fonti fossili) si evita l’emissione di 84 gCO2, per un totale di emissioni evitate pari a 374g CO2eq.
La termovalorizzazione dell’attuale quantitativo di rifiuti destinato a discarica nel nostro Paese corrisponderebbe ad un pozzo di assorbimento della CO2 (sink) paragonabile ad una superficie boschiva estesa quanto la Regione Veneto.
* P. de Stefanis, Metodologia di stima delle emissioni di GAS SERRA dalla combustione dei rifiuti, Terzo Convegno Ati sull’utilizzazione termica dei rifiuti, Abano Terme 31 maggio- 1 giugno 2001.
da F. Asdrubali, G. Moncada Lo Giudice: "La termovalorizzazione
dei RIFIUTI SOLIDI URBANI. Aspetti energetici, tecnologici,
legislativi ed ambientali", La Termotecnica, novembre 2004