
La presenza di effetti sulla salute associati all’incenerimento dei rifiuti è stata dimostrata in particolare per impianti che venivano gestiti secondo limiti alle emissioni in vigore molti anni fa, con tecnologie di abbattimento fumi e di gestione della combustione assolutamente inadeguate.Nel corso degli ultimi 20 anni la legislazione ha posto dei limiti alle emissioni di inceneritori inferiori di vari ordini di grandezza a quelli preesistenti: tali normative hanno consentito di raggiungere livelli di emissione che, nel campo degli inquinanti non cancerogeni, ne hanno praticamente azzerato gli effetti tossici.
Studi di risk assessment basati su modelli correttamente costruiti sulla base delle normative vigenti e che tengano conto delle normative internazionali, delle vie di ESPOSIZIONE e dei diversi scenari di contaminazione della popolazione, hanno inoltre evidenziato che il rischio legato alle emissioni non cancerogene risulti del tutto azzerato mentre il rischio legato alle emissioni cancerogene o alle patologie del bambino risulti del tutto trascurabile, o comunque paragonabile ad altri rischi presenti, e tranquillamente accettati, della vita quotidiana*.
Si può quindi affermare che attraverso l’utilizzo di opportune tecniche di abbattimento degli inquinanti negli effluenti prima della loro immissione nell’ambiente esterno, è possibile contenere l’impatto ambientale ben al di sottodei limiti imposti dall’attuale normativa vigente, che pure consente la gestione di tali impianti in condizioni di sicurezza pressoché assoluta quanto alla salute delle popolazioni interessate.
* Università degli Studi di Roma “La Sapienza” - Ministero dell’Ambiente, Sostenibilità ambientale della termovalorizzazione dei RIFIUTI SOLIDI URBANI, Rapporto tecnico finale, aprile 2004.
da F. Asdrubali, G. Moncada Lo Giudice: "La termovalorizzazione
dei RIFIUTI SOLIDI URBANI. Aspetti energetici, tecnologici,
legislativi ed ambientali", La Termotecnica, novembre 2004