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Le fonti di energia da BIOMASSA sono costituite dalle sostanze di origine animale e vegetale, non fossili, che possono essere usate come combustibili per la produzione di energia.
Alcune fonti come la legna non necessitano di subire trattamenti, altre, come gli scarti vegetali o i rifiuti urbani devono essere processate in un digestore.
La legna sottoforma di combustibile è la BIOMASSA di gran lunga più importante.
Nel Sud della Terra l’80% della popolazione se ne serve quotidianamente per la produzione di energia.
La BIOMASSA costituisce una risorsa rinnovabile e inesauribile, a patto che essa venga sfruttata non oltrepassando il ritmo di rinnovamento biologico.
Altri limiti sono rappresentati dall’estensione delle superfici coltivate e dai vincoli climatici che condizionano la crescita delle diverse specie.
Le biomasse hanno origini differenti:
• da boschi e foreste naturali, da piante coltivate appositamente per scopi energetici,
• dai residui altrimenti inutilizzabili di produzioni destinate all’alimentazione umana o animale,
• da rifiuti organici
In relazione alla loro natura e composizione, le biomasse possono essere convertite in combustibili di vario tipo attraverso tre principali sistemi:
• la gassificazione, che consiste nel sottoporre le biomasse a processi di fermentazione anaerobica, dai quali si ottiene il BIOGAS, una miscela di METANO e ANIDRIDE CARBONICA,
• la conversione biologica ad alcoli: l’amido viene demolito a glucosio e poi sottoposto all’azione di microorganismi, che operano la fermentazione alcolica; l’alcol è un ottimo carburante, ed è meno inquinante dei derivati del petrolio;
• la combustione diretta: il calore prodotto può essere convertito in energia elettrica.
Attualmente la BIOMASSA rappresenta una fonte energetica importante solo nei paesi in via di sviluppo; quasi trascurabile è, invece, la funzione che essa svolge nei paesi industrializzati.