
Esaminando l'origine del traffico petroliero mondiale, può osservarsi che prendono origine in Medio Oriente almeno 17 milioni di barili/g, di cui 2-2,5 milioni sono destinati agli USA.
Quanto di questo flusso passa per il Mediterraneo?
Una stima del volume di traffico petroliero nel Mediterraneo deve tener conto innanzi tutto della rete di trasporto che dai giacimenti mediorientali adduce il greggio ai terminali costieri, e delle modificazioni in corso della stessa rete.
La capacità di adduzione della rete con sbocco sul Mediterraneo, realizzata in passato e in corso di riattivazione e potenziamento a partire dalla seconda guerra del Golfo, ha trasformato il carattere strategico dell'accesso al Golfo Persico attraverso le stretto di Ormuz.
Le recenti vicende belliche, così come i precedenti conflitti nell'area, ne hanno momentaneamente rallentato l'utilizzo, modificando anche l'importanza relativa dei diversi comparti della rete, ma non hanno arrestato la tendenza complessiva alla crescita nel lungo periodo.
Oggi è stimabile che attraverso il Bosforo e gli oleodotti mediorientali con terminali nel Mediterraneo transitino oltre 6 milioni di b/g.
Se si tiene conto anche del volume di esportazione del greggio libico e algerino (a prescindere dalla sua destinazione), la movimentazione nel Mediterraneo di greggio proveniente da Medio Oriente e Nord Africa non dovrebbe essere lontana dagli 8 milioni di b/g (400 milioni di T), e potrebbe avvicinarsi, in linea con le previsioni di crescita della domanda mondiale, ai 9 milioni di b/g nel prossimo decennio.
Ad analoghe conclusioni si può pervenire seguendo un altra via.
Prendendo in considerazione i dati relativi alle direzioni di trasporto e alle rotte di petrolio greggio tra un certo numero di aree economiche, e individuando così i percorsi dei principali flussi, si può stimare la movimentazione che interessa il Mediterraneo.
La tabella illustra appunto una stima della movimentazione di petrolio nel Mediterraneo, effettuata sulla base dei dati più recenti disponibili (2002) e utilizzando alcune ipotesi ragionevoli, relative alla ripartizione modale dei flussi di traffico petroliero verso l'Europa e dal Medio Oriente agli USA.
Più precisamente sono indicate due diverse stime: nella prima, in cui vengono praticamente considerati soltanto i flussi provenienti dal Medio Oriente e dall'Africa settentrionale, essendo minimizzata l'importanza di altri flussi minori, la quantità di greggio movimentata è comunque al di sopra dei 6 milioni e mezzo di b/g; nella seconda, che invece considera tutti i flussi di trasporto - ma che pure potrebbe risultare approssimata per difetto - si supererebbero gli 8 milioni di b/g - risultato che sembra coerente con le tendenze dei consumi mondiali, con il tendenziale aumento della dipendenza USA per l'APPROVVIGIONAMENTO PETROLIFERO e in particolare dal petrolio mediorientale, e con il potenziamento in atto della rete di oleodotti con terminali sul Mediterraneo.
In conclusione, anche in questo modo si arriva ad una stima del petrolio che transita nel Mediterraneo dell'ordine di 8 milioni di b/g.
In questo volume di traffico petroliero è solo in parte compreso il trasporto di prodotti petroliferi, di dimensione tutt'altro che trascurabile, anche in considerazione del fatto che la capacità degli impianti di raffinazione in Medio Oriente e sulle coste mediterranee (circa 800 milioni di T/a) costituisce una quota più o meno costante (poco al di sotto del 20%) della capacità di raffinazione mondiale.
Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Dott. Giuseppe Mureddu