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Storia dello studio del clima

Le attività umane sono sempre state influenzate dagli eventi meteorologici e per questo motivo gli uomini, fin dall’antichità, scrutavano il cielo, osservavano il comportamento degli animali e si affidavano a saperi e credenze varie per cercare di rispondere alla domanda “che tempo farà domani?”.

I primi ad effettuare osservazioni meteorologiche regolari sono i cinesi, nel 1300 a.C.
Nello stesso periodo i Babilonesi formulano vere e proprie regole climatiche poste sotto gli auspici del dio Marduk, dio del cosmo.

I Greci si interessano molto alla meteorologia e Aristotele, con il testo “Meteorologia”, servirà da riferimento a tutto il mondo occidentale per molti secoli.
Con l’impulso dato dai pensatori greci e poi romani, la meteorologia diviene una scienza vera e propria che però, durante il medioevo non fa passi in avanti.

Come per la maggior parte delle scienze è durante il Rinascimento, tra il XVII e il XVIII secolo, che vengono costruiti numerosi strumenti di misura quali il termometro a mercurio, il barometro ed infine un importante strumento che servirà a Fourier per misurare l’EFFETTO SERRA: l’eliotermometro.

Infatti, nel 1824, lo scienziato francese definisce l’atmosfera come una serra compressa tra la superficie della Terra e lo spazio interstellare:

“È così che la temperatura della Terra viene aumentata dall’interposizione dell’atmosfera, perché il calore nello stato di luce trova meno resistenza nel penetrare l’aria, che nel ripassare quando viene convertita in calore non luminoso”.

Nel 1895 Arrhenius presenta la sua memoria “Sull’influenza dell’ANIDRIDE CARBONICA atmosferica sopra le temperature terrestri” nella quale la descrizione dell’EFFETTO SERRA fatta da Fourier si arricchisce di nuovi particolari individuando gli elementi dell’atmosfera che sono causa di tale effetto.

Le ricerche sull’influenza dell’ANIDRIDE CARBONICA sul clima proseguono per tutta la prima metà del 1900 e culminano nel 1958, con la costruzione alle Hawaii di un osservatorio per monitorare la concentrazione della CO2 in atmosfera.

Le conoscenze sul clima sono molto progredite dai tempi di Fourier, sono cambiati gli strumenti e i metodi di ricerca, nonché il numero di persone coinvolte; ogni anno le riviste scientifiche pubblicano migliaia di articoli che riportano i risultati di ricerche sul clima, le misurazioni dei principali parametri, le statistiche degli eventi meteorologici estremi, ecc.

È anche per vagliare i risultati di tali ricerche e per sintetizzarli che, alla fine degli anni ‘80, viene istituito l’IPCC (Intergovernemental Panel on Climate Change), il comitato di esperti delle Nazioni Unite incaricato di studiare i cambiamenti climatici.

Tratto da ENEA " Clima e Cambiamenti Climatici"