
La Gazprom ha finalizzato l’acquisizione di un pacchetto di controllo della Sibneft, la quarta società petrolifera russa, per 11,5 miliardi di dollari.
Circa 5 miliardi andranno direttamente nelle tasche di Roman Abramovich, il trentottenne presidente e fondatore, assieme a Berezovsky ora in disgrazia ed in esilio dorato in Inghilterra, della Sibneft.
Nel 2003 la Sibneft aveva avviato un progetto di fusione con la Yukos di Mihail Khodorkovsky, ora imprigionato per sette anni per truffa ed evasione fiscale.
L’accordo tra le due società petrolifere russe raggiunto senza il previo consenso del Cremino ne provocò le ire e fu bloccato dal governo russo che da vari anni cerca di contenere lo strapotere degli oligarchi e portò direttamente all’arresto di Khodorkovsky.
Con l’acquisizione della Sibneft, la stato russo controlla ora oltre il cinquanta per cento della produzione di GAS NATURALE e petrolio in Russia, era sceso al trenta pochi anni or sono.
Uno dei pochi oligarchi ad aver mantenuto un buon rapporto con il governo russo e anche governatore e benefattore, stando ai si dice, della lontana provincia siberiana di Chukotka sullo stretto di Bering, Abramovich ha da tempo preparato il suo futuro ritiro in Inghilterra ove oltre a grandi proprietà immobiliari a Londra e nel Sussex, è anche padrone dal 2003 del Chelsea.
La famiglia, moglie e cinque figli risiede già a Londra da vari anni.
L’Inghilterra è diventata patria d’adozione di vari miliardari russi che riescono seguito dei loro investimenti ad acquisire residenza e cittadinanza.
La fortuna personale di Abramovich, probabilmente l’uomo più ricco del mondo, è immensa e con la VENDITA della Sibneft sarebbe salita a 20-22 miliardi di dollari rispetto ai 14 miliardi di dollari stimati alcuni mesi fa.
Tanto per fare un confronto la ricchezza personale del magnate russo è pari al Pil della Slovacchia.
Sono da escludere nuove iniziative in Russia, Abramovich continuerà a governare e finanziare la sua provincia siberiana, ma per il resto, avendo trasferito la sua fortuna in Europa tenderà a stare lontano da Mosca, pur cercando di rimanere nelle grazie di Putin.