Sin dalla campagna elettorale nel 2008 il presidente USA Barack Obama ha posto tra i primi punti della sua agenda la radicale trasformazione della politica ambientale ed energetica degli Stati Uniti, varando successivamente un piano, denominato “New Energy for America”, ideato con il vice presidente Biden e approvato il 13 febbraio 2009 dal Congresso.
L'intera strategia di Obama in campo energetico si basa su 3 “Soluzioni”:
Nei primi cinque mesi di governo, la nuova amministrazione ha operato su più fronti nell’intento di rispettare le promesse fatte in campagna elettorale.
Tuttavia, la concomitante crisi attraversata dall’economia statunitense ha limitato gli spazi di manovra effettivi a disposizione delle istituzioni federali, accelerando ulteriormente l’urgenza per l’adozione di chiare indicazioni operative nei confronti di diversi settori produttivi.
In particolare, preoccupa la grave situazione del settore automobilistico con le note vicende delle tre più importanti case produttrici a stelle e strisce (i cosiddetti Big Three: Ford, General Motors e Chrysler), che ha messo in evidenza la necessità di una rapida applicazione del piano di trasformazione energetica caro alla coppia Obama-Biden.
Quello dell’automotive è infatti uno dei settori in cui maggiormente si sono focalizzate le riforme varate dall’esecutivo di Washington in tema di energia, puntando all’applicazione di rigidi standard legati alle emissioni di CO2 e ai consumi dei modelli messi in produzione all’interno del paese.
È prevista proprio per martedì 26 maggio la presentazione di un piano per favorire il risparmio di combustibili e fissare gli standard di emissioni di gas prodotti dagli autoveicoli, dando così chiare indicazioni alle case produttrici.
In particolare, una delle iniziative più attese è quella del limite minimo di miglia percorribili con un GALLONE di benzina: il nuovo piano ne dovrebbe prevedere 39 (16,5 km per litro) a fronte di un consumo medio di benzina dei modelli prodotti negli ultimi anni di circa 25 miglia per GALLONE (10,6 km per litro).
Secondo le stime, la misura, che verrà applicata uniformemente in tutti gli stati del paese, dovrebbe portare a un risparmio sia in termini di consumo di petrolio (1,8 miliardi di barili) che di riduzione delle emissioni di GAS SERRA (-900 milioni di tonnellate).
L’annuncio del piano ha quindi trovato ampi consensi, non solo da parte delle associazioni ambientaliste alle quali spetterà il compito di supportare le istituzioni nell’attività di monitoraggio circa il rispetto da parte dei vari produttori degli standard fissati – ma anche delle stesse case automobilistiche.
Infatti, la maggior chiarezza nella regolamentazione di emissioni e consumi, dovrebbe metterle al riparo dal pericolo di “concorrenza sleale” da parte degli altri produttori, riducendo in parte i costi.
Infine, l’incremento medio in termini di prezzo di circa 600 US$ per automobile causato dalle nuove norme, non dovrebbe ricadere totalmente sugli automobilisti, che andranno presumibilmente a risparmiare sui costi dei carburanti.
Infine, a livello politico, l’omogeneo impatto delle nuove misure sulle categorie sopra citate dovrebbe garantire un supporto trasversale: non è un caso che il governatore repubblicano della California Arnold Schwarznegger, fautore dell’adozione di standard rigidi all’interno del suo Stato, abbia garantito la sua presenza alla presentazione di martedì.
Tratto da Agi Energia