I senatori John McCain e Barack Obama si scontrano su qualsiasi questione, dai rossetti al tracollo finanziario, fino al futuro della previdenza sociale. Ma quando si tratta di fronteggiare i cambiamenti climatici, i due contendenti sembrano trovare punti di incontro.
Nell’ultimo botta e risposta, i portavoce dei due candidati hanno messo a confronto i rispettivi approcci al problema del riscaldamento globale. Douglas Holtz-Eakin, ex direttore del Congressional Budget Office e promotore del recente “miracolo Blackberry”, ha parlato a nome di McCain, mentre Dan Esty, professore di politica e diritto ambientale all’università di Yale, ha parlato a nome di Obama. Questo dibattito pubblico ha avuto luogo a margine del forum mondiale del Carbon Disclosure Project che si è svolto il 22 settembre a New York, ed è stato moderato da Alan Murray del Wall Street Journal.
Somiglianze
La stesura e l’approvazione di un programma completo di cap-and-trade per frenare le emissioni di GAS SERRA rimane una priorità per entrambi i candidati, nonostante i recenti segnali a Wall Street che minacciano di offuscare l’ambizioso elenco di propositi per gennaio.
Esty ha affermato che i cambiamenti climatici e i temi ambientali di maggiore respiro rientrano “tra le priorità” dell’amministrazione Obama.
Holtz-Eakin, invece, ha sostenuto che l’amministrazione McCain darà “pieno sostegno” ai negoziati internazionali tesi a dare seguito al PROTOCOLLO DI KYOTO, precisando che un POTENZIALE freno potrebbe tuttavia provenire dalla capacità del Congresso di “digerire i grandi temi” e di affrontare, allo stesso tempo, la problematica dei cambiamenti climatici e le ripercussioni della crisi finanziaria.
La legislazione in materia di cambiamenti climatici si prospetta confusionaria, ma gli Stati Uniti possono imparare dai successi e dagli errori dell’Europa.
“Sicuramente all’inizio potremo sbagliare, e dovremo rivedere l’implementazione” del programma sui cambiamenti climatici che il governo predisporrà, ha affermato Holtz-Eakin, ricevendo pieno sostegno dalla campagna di Obama rappresentata da Esty, il quale ha commentato “impareremo dai nostri errori”.
Il governo avvierà il programma, ma il settore privato dovrà fare la maggior parte del lavoro. Secondo quanto affermato da Esty, il senatore Obama ritiene che il settore privato rappresenti “l’elemento di maggiore influenza” per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, e il governo può contribuire a “evitare fallimenti di mercato” per chi mette a punto tecnologie pulite.
Holtz-Eakin, dal canto suo, ha concordato sul fatto che il problema è “troppo globale” perché venga affrontato dal solo settore privato.
La disponibilità a collaborare è stato uno dei punti più complessi per ottenere l’allineamento degli Stati Uniti alla condotta internazionale nella riduzione delle emissioni.
La Cina e l’India, dal canto loro, hanno detto di volere crescita economica e non tagli alla loro produzione. Esty ha affermato che il “Congresso non intraprenderà alcuna azione senza la partecipazione di Cina e India”.
Il punto chiave, ha continuato, è “una responsabilità comune ma differenziata”, in cui Europa e Stati Uniti operino profonde riduzioni alle emissioni e, al contempo, le economie in via di sviluppo si ripuliscano gradualmente.
Differenze
Primo fra tutti, gli obiettivi a lungo termine di riduzione delle emissioni. McCain intende diminuire le emissioni del 60% entro il 2050, mentre Obama mira a una riduzione dell’80%: le campagne dei due candidati, tuttavia, non differiscono solo per i numeri, ma anche per i dettagli relativi a tale punto.
Come spartire i diritti di emissione? La campagna di Obama insiste sulla VENDITA totale dei diritti di emissione alle aziende. “l’idea di partenza è tassare coloro che provocano INQUINAMENTO”, ha affermato Esty, aggiungendo: “questo è il modo più sicuro perché i segnali di prezzo modifichino il comportamento del mercato”.
Holtz-Eakin ha difeso il piano della campagna di McCain di vendere la maggior parte dei diritti di emissione all’inizio, nella speranza di limitare i danni economici.
“La crescita è nostra alleata nel dibattito sui cambiamenti climatici”, ha affermato, aggiungendo che nella realtà “il flusso di cassa è importante” per alleviare i problemi della transizione delle aziende americane.
Quanta libertà di azione dovrebbe concedere Washington ai singoli stati? Per Holtz-Eakin gli sforzi a livello statale e regionale per contenere le emissioni di GAS SERRA sono “costosi e scoordinati”, e non faranno altro che interferire con qualsiasi schema a livello nazionale che il governo metterà a punto.
E ha commentato “Occorre ripulire gran parte dell’infrastruttura normativa”. Esty, di contro, ha elogiato la leadership del governatore della California, Arnold Schwarzenegger, e dei 10 stati nord-orientali che hanno progettato la Regional Greenhouse Gas Initiative. “Si tratta di un importantissimo punto di partenza” del programma nazionale, ha aggiunto.
Un altro punto degno di nota del dibattito è stato il notevole sforzo da parte delle due campagne di prendere le distanze dai rispettivi partiti su questioni di energia e politica ambientale.
Esty ha affermato che il senatore Obama “rappresenta un partito democratico nuovo. Si sta circondando di vari uomini d’affari come Paul Volcker; non è un democratico tradizionale”.
Da parte sua, Holtz-Eakin ha criticato le posizioni scientifiche dell’amministrazione Bush, in particolare per quanto riguarda il riscaldamento globale. Il senatore McCain “deve educare il partito e la gente” sulla realtà del CAMBIAMENTO CLIMATICO, ha affermato.
Questo varrà anche per la candidata alla vice-presidenza Sarah Palin, che ha messo a punto una campagna pubblicitaria per minimizzare il riscaldamento globale provocato dall’uomo? “Non credo che ci sia niente di cui preoccuparsi da questo punto di vista” ha affermato Holtz-Eakin.
Tratto da Agi Energia