
Nel 2006 l’Italia ha consumato 84,3 miliardi di metri cubi di gas, inclusi 7 miliardi di autoconsumi dei distributori di gas e 77,3 miliardi venduti ad altri utilizzatori.
Di questi, 27,2 miliardi di metri cubi sono stati impiegati nella generazione elettrica, il resto a scopi domestici, commerciali e industriali.
Rispetto ad altri paesi europei, e alla media UE, il nostro Paese ha nel gas una componente assai più ingombrante nella generazione elettrica.
Dei 315 mila GWh generati nel 2006 (a cui si aggiungono poco meno di 45 di importazione da Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Grecia) ben 158 mila, oltre la metà, sono stati prodotti da impianti alimentati a METANO.
In termini di generazione elettrica, la seconda fonte per importanza, ben distanziata, è il carbone, da cui sono stati prodotti 44.600 GWh, seguito da idroelettrico e prodotti petroliferi.
Le altre fonti RINNOVABILI (biomasse e rifiuti, eolico, geotermico e FOTOVOLTAICO, in ordine in importanza) hanno occupato un ruolo sussidiario ma significativo, con circa 15 mila GWh (Figura 1).
Figura 1. Generazione elettrica lorda (2006). Fonte: Elaborazione su dati Aeeg.
Spostando l’attenzione alle vendite finali di GAS NATURALE, 24,2 miliardi di metri cubi (circa un terzo) sono stati ceduti sul mercato tutelato, i restanti 53,1 miliardi di metri cubi sul mercato libero. La struttura di questi due mercati è radicalmente diversa: il primo, infatti, serve soprattutto piccoli consumatori (meno di 5.000 metri cubi annui), che ne hanno acquistato il 70%.
Del tutto marginali i grandi consumatori attivi sul mercato tutelato (oltre 200.000 metri cubi), che hanno acquistato su tale segmento di mercato appena mezzo miliardo di metri cubi, laddove i medi consumatori hanno ritirato 6,8 miliardi di metri cubi.
Al contrario, il mercato libero riguarda quasi esclusivamente i grandi consumatori, che si sono aggiudicati il 95% del contingente, mentre piccoli e medi utilizzatori hanno assorbito rispettivamente 0,5 e 2,3 miliardi di metri cubi di METANO nel 2006. Per quel che riguarda i prezzi, secondo l’Autorità per l’energia i clienti sul mercato tutelato hanno pagato mediamente 41,57 centesimi di euro per metro cubo, mentre sul mercato libero il prezzo medio è stato di 32,61 centesimi.
Per il regolatore "nel 2006 il prezzo medio del gas (ponderato con le quantità vendute) al netto delle imposte, praticato dai venditori o dai grossisti che operano sul mercato finale, è risultato quindi pari a 32,61 centesimi di euro al metro cubo.
I dati confermano le aspettative su andamenti e ordini di grandezza: i clienti del mercato tutelato pagano significativamente di più di quelli del mercato libero con analoghi profili di consumo; al crescere delle dimensioni dei clienti in termini di volumi consumati annualmente, il prezzo tende a ridursi, in misura maggiore nel caso dei clienti liberi".
La componente dominante del prezzo sono le imposte (41,5%) seguite dal costo della materia prima (31,9%).
Un’altra voce rilevante sono i costi delle infrastrutture (19%), mentre i costi di commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio pesano, rispettivamente, per il 5,4 e il 3,6%.
I costi delle infrastrutture si dividono tra stoccaggi (1,5%), trasporto (5,0%) e DISTRIBUZIONE (11,1%).
Tratto da Agi Energia