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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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Nigeria, risorse di chi? - Agi Energia -

La Nigeria, o meglio la regione del Delta del Niger, nota ai più per le continue tensioni tra multinazionali e guerriglieri locali (e per le conseguenti ripercussioni sull’attività petrolifera del Paese e sulle quotazioni del greggio), è una delle aree più ricche di idrocarburi.

La quantità e la qualità di queste risorse hanno attirato gli interessi delle grandi compagnie occidentali che da decenni operano nel settore del petrolio e, più di recente, in quello del gas.

Primo produttore di greggio del continente africano, membro dell’OPEC, il Paese oscilla fra la sesta e l’ottava posizione come esportatore mondiale ed è il quinto fornitore degli Stati Uniti, mentre i recenti risultati ottenuti nell’ambito del GAS NATURALE liquefatto preludono a un futuro da protagonista anche su questo mercato.

Ciononostante, oltre il 60% dei 150 milioni di abitanti della Nigeria vive in uno stato di povertà endemica, con meno di un dollaro al giorno.

Una situazione di emarginazione e di sfruttamento a cui le istituzioni non hanno saputo dare risposta – complice anche la corruzione di una classe politica più attenta ai propri interessi personali che non ai bisogni della popolazione – e che è degenerata in ribellione e violenze perpetrate ai danni delle installazioni petrolifere straniere e dei tecnici occidentali, da parte delle milizie locali che combattono in nome dell’emancipazione della loro terra e di un controllo diretto sulle loro risorse.

In modo descrittivo e fruibile a tutti, il libro di Agata Gugliotta, “Nigeria, risorse di chi? Petrolio e gas nel Delta del Niger” ricostruisce la vita economica e politica della Nigeria vista attraverso l’oro nero, la risorsa che a tutt’oggi condiziona il modo di essere di uno Stato asservito alle esigenze del capitale privato; contestualizza i motivi e gli sviluppi di una rivolta che, colpevolmente sottaciuta nel tempo, solo di recente è balzata alla ribalta dei mezzi di informazione; analizza quello che potrebbe dimostrarsi una possibilità di riscatto per il Paese o, al contrario, un ACCELERATORE della crisi: lo sfruttamento delle risorse di gas.

Bruciato in torcia per decenni, il gas – considerata l’entità delle RISERVE in loco e il suo crescente ruolo nel panorama energetico internazionale – potrebbe offrire al Paese una nuova fase di sviluppo e creare le opportunità per uscire dalla crisi economica e dal clima di violenza che lo attanaglia.

Ma a prescindere dai tempi e dalle incognite legate allo sviluppo del settore gas, il degrado economico e sociale, l’INQUINAMENTO dell’aria, delle acque e delle terre che quotidianamente la popolazione nigeriana è costretta a subire, richiedono interventi urgenti.

Diversamente, come emerge dalla lettura di queste pagine – scritte con delicata ma acuta passione civile – il conflitto che da tempo insanguina la Nigeria rischia di inasprirsi ulteriormente: portando al collasso un’economia già allo stremo e rendendo sempre più difficoltosa la presenza e l’attività delle multinazionali occidentali.

Tratto da Agi Energia