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Energia e Sviluppo - Luigi Paganetto -

La disponibilità di energia è da sempre condizione indispensabile per lo sviluppo.
L’impiego degli animali come aiuto per le attività agricole ha rappresentato la prima energia addizionale per l’uomo e ne ha moltiplicato la forza da 2 a 10 volte.

L’uso delle risorse naturali, a cominciare dallo scorrere dell’acqua e del relativo mulino ad acqua, l’ha moltiplicata di 30 volte. Si deve però arrivare alla macchina a vapore per assistere alla grande trasformazione che ci ha consentito di fare un salto straordinario nella disponibilità di energia.

La macchina a vapore di WATT ha consentito di moltiplicare di quasi 500 volte la forza dell’uomo. Da quel momento tutto è cambiato.
Inizia la rivoluzione industriale e con essa una straordinaria stagione di aumento della produttività dell’uomo.

Non solo per via della divisione del lavoro ma anche con la concentrazione dell’attività di lavoro nelle fabbriche, dove si produceva energia con il motore a vapore.
L’introduzione dell’energia elettrica, dopo quella a vapore, ha ulteriormente modificato il quadro. Essa ha richiesto di concentrare la produzione di energia in grandi impianti e di renderla fruibile attraverso la realizzazione di grandi reti di DISTRIBUZIONE.

C’è voluto del tempo perché i vantaggi della disponibilità dell’energia elettrica, si trasformassero in consistenti aumenti di produttività.
La produzione ed il trasporto dell’energia si sono legate ad una forte concentrazione dell’attività economica.
L’industrializzazione si è così accompagnata ad INQUINAMENTO ed aumento della CO2 nell’aria.

L’altro fenomeno di lungo periodo che ha profondamente modificato il quadro delle disponibilità di energia è stata la crescita della popolazione mondiale.
L’umanità è passata da miliardo circa dell’inizio del ‘900, ai 2 miliardi del 1950, ai circa 6 dei giorni nostri e va verso gli 8 miliardi previsti per il 2030.

Inoltre, in questi ultimi anni, si è modificato il peso del consumo energetico dei Paesi in via di sviluppo con la straordinaria crescita dei Paesi emergenti, a cominciare da Cina e India.
Se è vero che energia vuol dire sviluppo, questi fatti spiegano la fame di energia che oggi domina la scena mondiale e l’importanza geo-politica delle fonti fossili.
L’aumento del prezzo del petrolio non può perciò essere considerato un fenomeno temporaneo ma è destinato a ripresentarsi nel prossimo futuro.

L’aumento dei consumi di energia porta con sé, se non ci sarà un impegno di tutti i Paesi, ad un ulteriore aumento delle emissioni di CO2 nel mondo.
Ma è probabile che nei prossimi anni, la tecnologia venga in aiuto e che per fare un solo esempio, siano messe a punto le tecniche per catturare, prima che esca dai camini, la CO2 prodotta dalla combustione del carbone e per sequestrarla sottoterra, subito dopo.

Ciò vorrebbe dire utilizzare, ad emissioni zero, il combustibile più diffuso nel mondo, con RISERVE utili a soddisfare la domanda per 300 anni.
Tecnologia ed EFFICIENZA ENERGETICA sono gli strumenti decisivi per vincere la sfida dell’energia e per non trovarsi a prendere semplicemente atto degli effetti delle variazioni del prezzo del petrolio sulla nostra bolletta.

E per non seguire con preoccupazione, ma senza altro poter fare, le decisioni di chi può chiudere i rifornimenti di gas.
Nel caso del nostro Paese puntare sul nucleare corrisponde all’esigenza di ridurre la DIPENDENZA ENERGETICA dall’estero che è di circa l’85% e dalle fonti fossili pari a circa il 90%, soprattutto per petrolio e gas.

Il nucleare, assieme alle fonti RINNOVABILI (FOTOVOLTAICO, solare, biomasse, eolico) contribuisce al contenimento delle emissioni.
La Germania ed il Giappone sono leaders nell’export del FOTOVOLTAICO, la Danimarca dell’eolico. Perché non farlo noi che abbiamo punte di eccellenza, a cominciare dalla tecnologia per il solare realizzata da ENEA?

L’EFFICIENZA ENERGETICA, è uno strumento di straordinaria importanza perché consente di realizzare gli stessi consumi impiegando minori quantità di energia nei trasporti, nell’industria, nei servizi e nelle abitazioni. Si calcola che il contributo dell’EFFICIENZA ENERGETICA alla riduzione dei consumi, può rappresentare il 50% della riduzione richiesta dalla UE, pari al 20% di qui al 2020.

Fare EFFICIENZA ENERGETICA significa mettere insieme tecnologia e comportamenti virtuosi. Nelle nostre case vuol dire, ad esempio, impiegare elettrodomestici con classe A++. Ma significa anche migliorare le prestazioni tecniche dei serramenti, delle pareti, delle coperture ed installare pannelli solari per avere acqua calda a basso costo.

E può voler dire installare, se si ha una superficie di 30mq esponibile al sole e si vogliono ottenere 3 Kilowatt, un impianto FOTOVOLTAICO.
Tenuto conto del contributo statale che dura 20 anni l’impianto si ripaga alla fine dei primi dieci anni ed è dunque conveniente.
Tutti questi interventi godono, se certificati, di uno sconto fiscale del 55% sul costo dell’intervento.

Fare EFFICIENZA significa, peraltro, operare in tutte le direzioni. Trasporti ed industria utilizzano, ciascuno, il 30% del totale dell’energia prodotta. Anche in questi settori l’uso di tecnologia adeguata aiuta l’efficienza. Motori elettrici di nuova generazione per il macchinario industriale e motori per l’autotrasporto a più basso CONSUMO SPECIFICO vanno nella stessa direzione.

Il futuro? E’ difficile dirlo. Quello più prossimo è fatto di tante innovazioni, dall’auto elettrica, all’energia rinnovabile a più basso costo.

Ciò che è certo che assisteremo ad un’imponente competizione tecnologica a livello mondiale (e ci sono segni evidenti da parte della nuova amministrazione USA di un impegno in questa direzione), per rispondere alla sfida che nasce dalla crescente fame di energia del mondo e dall’esigenza di provvedervi assicurando energia a basso costo come condizione per lo sviluppo.