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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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Rilascio della CO2 (denominata anche: “anidride carbonica”) - Rinaldo Sorgenti -

A causa della sua origine (BIOMASSA “invecchiata” di origine vegetale) ed in proporzione al suo principale elemento costituente (il CARBONIO), la combustione del carbone comporta l’emissione di CO2, analogamente a quanto avviene con la combustione degli altri combustibili: gli idrocarburi (petrolio e METANO) e la stessa BIOMASSA (es. la legna da ardere).

Ovviamente, maggiore è il contenuto di CARBONIO (C) del combustibile, maggiore è il rilascio (combinazione del CARBONIO con l’ossigeno dell’aria di combustione) durante il loro utilizzo.

Alcune note sulla CO2: Biossido di CARBONIO od ANIDRIDE CARBONICA
E’ importante non dimenticare che la CO2 è uno dei gas naturalmente presente nell’atmosfera terrestre ed alla base della vita sul Pianeta, seppure presente in una concentrazione particolarmente ridotta, dell’ordine di circa 0,035% (cioè 350 PPM).

E’ altresì utile considerare che le emissioni antropiche (cioè tutte le emissioni di CO2 originate dall’attività dell’uomo sul Pianeta) sono stimate essere meno del 4% della concentrazione naturale di questo gas nell’atmosfera.

Quindi: 4% dello 0,035% = 0,000014 in assoluto.  E’ un gas inodore, incolore, insapore e non è velenoso. Circa il 97% di CO2 presente in atmosfera è di origine naturale (oceani, vulcani, suolo;,ecc.) e meno del 4% è di origine antropica, dovuta alle diverse attività umane (industria, traffico veicolare, agricoltura, ecc.)

Dopo l’ossigeno è il secondo gas presente in atmosfera più importante per la vita sul pianeta.

In natura è presente sotto forma di gas che può essere liquefatto sotto pressione. A temperature inferiori a -78°C (temperatura di sublimazione) si trova sotto forma di solido (ghiaccio secco).

E’ un tipico prodotto della combustione dei composti organici e la sua concentrazione nell’atmosfera è tenuta sotto constante controllo per il suo possibile ruolo nel cosiddetto “EFFETTO SERRA”.

E’ un sottoprodotto di numerosi processi industriali, ma viene recuperato soprattutto dai processi di produzione dell’ammoniaca e dell’idrogeno. E' utilizzato come fluido refrigerante, negli estintori, come agente schiumogeno e nelle bibite gassate.

Agli effetti della salute, è innocuo sull’uomo e soprattutto non ha un effetto locale. E’ considerato responsabile, insieme con altri gas (H2O, METANO, N2O, HCFC, ecc.) dell’EFFETTO SERRA.

L’organismo umano nella sua funzione respiratoria è largamente indipendente dalle variazioni rilevate del livello di CO2 in atmosfera.

Il suo accumulo in ambienti chiusi può provocare fenomeni di soffocamento progressivo, a causa dell’eliminazione della presenza di ossigeno.

Peraltro, anche tutti i metodi di produzione di carburante liquido di origine vegetale (biocombustibili e BIOCARBURANTI) rilasciano CO2 (ANIDRIDE CARBONICA).

Visto che la produzione di CO2 è uno dei flussi principali di questi processi, la sua eventuale separazione è più facile in questi casi di quanto non sia possibile partendo dai gas prodotti dalla combustione diretta del carbone con l'aria, nei quali la CO2 è miscelata con azoto e altri gas (H2O, CO, O2, SO2).