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La questione energetica nel Terzo Millennio - Emanuela Colombo -

Nel Terzo Millennio l’energia non è più una questione solo tecnica: La sfida e il fascino del settore sono legati, infatti, anche alle implicazioni che questo genera sull’ambiente e sulla società.
L’analisi dei fabbisogni mondiali di energia in crescita storica, la DISTRIBUZIONE mondiale del fabbisogno procapite concentrata nei paesi sviluppati, le previsioni future tutte concordanti, per quanto a scenari variabili, verso una tendenza in continua crescita delle richieste energetiche, il depauperamento delle fonti fossili, il tema della sicurezza degli approvvigionamenti e le preoccupazioni ambientali crescenti aiutano a comprendere la rilevanza del tema e il relativo posizionamento che anche la Commissione Europea ha ormai sancito nelle proprie strategie di sviluppo.
L’attuale economia dell’energia basata sulle fonti fossili non è sostenibile a lungo termine.
Occorrono alternative valide, concrete e dunque in grado di reggere il livello economico, ambientale e sociale.
Nel mondo di coloro che si occupano di energia esiste sempre più accordo su una valutazione moderata che ammette che un’unica soluzione al problema energia non esista. Ciò che esiste e va cercato con tutti i mezzi tecnologici e politici è un insieme di soluzioni appropriate al contesto locale specifico che include un mix di fonti energetiche e di tecnologie e possa garantire un reale sviluppo energetico durevole e sostenibile. Occorre prendere il meglio da ognuna senza trascurare mai nell’insieme di favorire la riduzione dei costi, il controllo dell’impatto ambientale locale o globale e la sicurezza.
La strategia europea sull’energia 20-20-20 nel 2020 è disegnata attorno a un’interpretazione concreta e moderna del RISPARMIO ENERGETICO non inteso come un sacrificio energetico, ma come un uso razionale delle fonti e delle tecnologie finalizzato a evitare gli sprechi.
Il tema delle efficienze fa emergere la rilevanza della ricerca scientifica per l’innovazione tanto nella parte di produzione quanto negli USI FINALI.
Il tema della riduzione delle emissioni fa emergere il ruolo delle tecnologie per tenere controllata la quota di ANIDRIDE CARBONICA di natura antropica immessa in atmosfera. In questa ottica il nucleare a fissione rimane un’alternativa quantomeno da considerare per la produzione di energia elettrica e per usi industriali di grande potenza.
Il tema delle fonti RINNOVABILI aiuta a comprendere come queste devono essere promosse nel contesto di applicazione a loro più idoneo, come ad esempio tutto il settore civile-residenziale.
Analogamente, il discorso sul settore dei trasporti fa comprendere quanto sia importante investire in ricerca per i biocombustibili delle moderne generazioni, che dovranno avere un ruolo chiave nella definizione di modelli di mobilità sostenibile.
La strategia europea ci spinge, dunque, a ragionare in un’ottica di uso intelligente dell’energia che diventa vero risparmio ed è caratterizzato da tre livelli, ciascuno con propri obiettivi e attori: tecnologico dove l’obiettivo sono le efficienze e gli attori gli esperti di settore; politico dove l’obiettivo sono le norme e i regolamenti e gli attori i decisori pubblici; sociale dove l’obiettivo sono i comportamenti e gli attori tutti i cittadini.
Le scelte strategiche in materia richiedono, per poter essere attuate, sia il consenso della cittadinanza sia l’integrazione nei programmi politici e sono dunque necessarie più normative e politiche locali che aiutino i produttori e i cittadini a compiere scelte idonee in campo energetico.
Il lungo cammino verso una miglior gestione delle politiche energetiche rappresenta una sfida per la scienza e la tecnologia e una prova importante per l’intelletto dell’uomo e la sua coscienza sociale e politica.