
I consumi energetici globali
In un mondo sempre più attivo e in cui i moderni modelli di consumo sono sempre più diffusi, l’energia intesa come capacità di compiere un lavoro, costituisce la risorsa più importante e preziosa per lo sviluppo economico.
L’andamento dei consumi mondiali lordi di energia evidenzia un trend crescente che dal 2000 al 2007 ha visto una crescita di circa il 20%, raggiungendo il livello di oltre 12 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio. La principale causa di questa crescita dei consumi è il recente sviluppo di grandi paesi come la Cina, l’India ed il Brasile, che oggi pesano significativamente sul BILANCIO ENERGETICO mondiale.
Figura 1: ripartizione dei consumi mondiali di energia, (anno 2007 fonte Eurostat)
I consumi energetici in Italia
Anche in Italia l’andamento dei consumi energetici nel medio periodo è in continua crescita; in particolare, sempre nel 2007, il CONSUMO INTERNO LORDO DI ENERGIA è stato di circa 190 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (MTEP) mentre l’energia impiegata negli USI FINALI dai cittadini e dalle imprese è ammontata a circa 142 MTEP. La differenza fra i due valori è imputabile alle perdite energetiche dovute alle trasformazioni (ad es. da energia chimica del petrolio ad energia elettrica prodotta nelle centrali termiche), nonché alla TRASMISSIONE dell’energia (ad es. dalle centrali termiche fino alle città). Nel grafico sottostante è evidenziata la ripartizione dei consumi energetici finali per settore.
Figura 2: ripartizione dei consumi italiani di energia nei diversi settori produttivi, (anno 2007 fonte Eurostat)
Dal grafico appare evidente che il settore dei trasporti, con circa il 34% dei consumi energetici nazionali, è quello a maggior consumo di energia, seguito dall’industria con il 31%. A questo proposito è significativo rilevare che l’andamento dei consumi del settore industriale è in leggera ma costante diminuzione (sia per effetto della riduzione delle attività produttive ad alta intensità di energia, sia per effetto degli efficentamenti energetici apportati negli ultimi anni ai processi industriali) mentre i consumi dei trasporti sono in leggero ma costante aumento, per la crescente domanda di mobilità di persone e merci.
I consumi energetici delle diverse modalità di trasporto
Più nel dettaglio i consumi energetici dei trasporti in Italia sono originati dalle diverse modalità (auto, aereo, treno, etc) in misura molto differenziata, come illustrato nel grafico sotto riportato.
Figura 3: ripartizione dei consumi energetici fra le diverse modalità di trasporto, (anno 2007 fonte Eurostat)
Il trasporto su gomma (auto, camion, etc), è responsabile di oltre l’88% dei consumi energetici nei trasporti, mentre il treno soltanto del 2%.
Le ragioni di questa grande disparità sono relative sia alle diverse quantità di persone e merci trasportate, sia alla maggiore EFFICIENZA ENERGETICA del treno rispetto all’auto. Ad esempio, per trasportare una persona da Napoli-Milano l’energia consumata in treno è equivalente a circa 13 litri di petrolio, mentre lo stesso tragitto percorso in auto o in aereo comporta, rispettivamente, il consumo di circa 41 litri di petrolio e 49 litri di petrolio.
Figura 4: confronto fra i consumi energetici delle diverse modalità di trasporto, (anno 2010 fonte Ecopassenger)
Un ulteriore vantaggio ambientale del treno è legato al fatto che le emissioni di inquinanti in atmosfera, dovute alla produzione di energia elettrica utilizzata nel trasporto ferroviario, sono concentrate presso le centrali termoelettriche, ben lontane dai centri abitati, a differenza di quelle del trasporto su gomma che sono localizzate soprattutto nei centri urbani dove contribuiscono significativamente al degrado della qualità dell’aria.
Malgrado questo primato naturale del treno rispetto all’auto (e all’aereo) circa il 75% dei 22 milioni di persone che ogni giorno si spostano per recarsi al lavoro, usa l’auto, a fronte del 3% che utilizza il treno. Appare quindi evidente la necessità di procedere al necessario riequilibrio modale dalla gomma e dall’aereo verso il trasporto su ferro, sistema di trasporto che gode di un primato di sostenibilità, attraverso l’attuazione di politiche e programmi, anche a livello europeo, a favore dell’ambiente per uno SVILUPPO SOSTENIBILE.
In questo contesto, il Gruppo Ferrovie dello Stato, grazie alla realizzazione del nuovo sistema ferroviario ad Alta Velocità, ha raggiunto molteplici obiettivi come il miglioramento dell’intero sistema di trasporti lungo le principali direttrici di traffico nazionali (tra cui la Napoli-Milano) e l’aumento di capacità di trasporto nei principali nodi ferroviari urbani (Napoli, Roma, Milano).
Oltre che con l’aumento della offerta di servizi di trasporto a elevata EFFICIENZA ENERGETICA, come quelli su ferro, il Gruppo FS è impegnato in numerose attività di ricerca e implementazione di nuove tecnologie e nuove modalità operative volte a un uso sempre più razionale delle risorse impiegate nel trasporto ferroviario, fra cui l’energia.
In particolare nel 2010 si è concluso un ampio programma di ricerca chiamato “Railenergy”, con l’obiettivo di ridurre i consumi di energia del 6% entro il 2020 anche attraverso strumenti di supporto ai macchinisti per una guida efficiente che ottimizzi le accelerazioni e le frenate tra due fermate, ottenendo la riduzione dei consumi energetici e dell’usura del sistema frenante.
Oltre che nel trasporto ferroviario strettamente inteso, sono in corso numerosi progetti per la riduzione dei consumi energetici legati alla gestione dell’infrastruttura ferroviaria costituita da stazioni, scali merci, binari, sistemi di segnalamento, etc. Ad esempio, sono stati ottenuti consistenti risparmi energetici grazie all’adozione di nuovi sistemi di telecontrollo delle torri faro che illuminano i piazzali ferroviari. I primi impianti realizzati nel 2009 a Fabriano e Pescara hanno permesso un risparmio annuo di energia rispettivamente di circa 26.500 kWh (-35% dei consumi) e di 12.000 kWh (-42% dei consumi).
Un ulteriore progetto prevede l’utilizzo di particolari resistenze per il riscaldamento degli scambi ferroviari che, autoregolando la potenza assorbita in funzione delle condizioni meteorologiche, possono determinare un RISPARMIO ENERGETICO fino al 40%.
L’attenzione alla riduzione del fabbisogno energetico procede di pari passo con la scelta di sviluppare l’autoproduzione di energia da fonti RINNOVABILI attraverso il posizionamento di pannelli fotovoltaici sulle coperture delle stazioni e delle officine ferroviarie. In particolare già dal 2008 è attivo un impianto FOTOVOLTAICO, presso lo scalo merci di Roma San Lorenzo, costituito da 2.831 moduli fotovoltaici con una potenza di picco di circa 470 kW.
Da quanto sopra emerge che il trasporto ferroviario è di gran lunga la modalità di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico (-68% rispetto all’auto e -73% rispetto all’aereo), e che gli elevati consumi energetici connessi al settore dei trasporti (34% del totale nazionale dei consumi) sono dovuto soltanto marginalmente (2%) al trasporto su ferro.
In questo quadro il trasporto ferroviario non soltanto non costituisce una parte del problema dei consumi energetici legati ai trasporti ma, anzi, è parte della soluzione grazie al suo primato naturale ed energetico.