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L'arsenico nell'acqua potabile dei comuni della Provincia di Roma - Alessandro Piotti -

Il 28 ottobre 2010 la Commissione Europea non concede la deroga richiesta dal Ministero della Salute per la concentrazione ammissibile dell’arsenico nell’acqua potabile di alcuni comuni italiani.

La notizia rimbalza immediatamente su tutti i mezzi di comunicazione fino ad arrivare all’attenzione del comico Maurizio Crozza nella TRASMISSIONE televisiva Ballarò e nelle notizie Top Vergognation della TRASMISSIONE radiofonica Il Ruggito del Coniglio.

Il fatto eclatante fu l’assenza di informazioni tempestive e scientifiche da parte delle istituzioni lasciando spazio ad illazioni e supposizioni riconducibili a questi concetti:

• la presenza dell’arsenico era stata tenuta nascosta;
• fino a quel momento non era stato fatto nulla;
• le istituzioni stavano trattando il caso dell’arsenico come quello dell’atrazina del 1986.

  • Il caso dell’atrazina
    Nel 1986 fu scoperta la presenza di atrazina nell’acqua per uso potabile prelevata dalla falde della Pianura Padana. L’atrazina era ed è considerato il miglior diserbante per il mais. In alcune zone la concentrazione del diserbante andava oltre 40 volte il valore ammesso per legge. La soluzione adottata dal Governo fu semplicemente quella di adottare un'ordinanza che alzò di dieci volte il valore di tollerabilità di legge; ordinanza che fu prorogata per tre anni. L’ordinanza invece di rassicurare i cittadini aumentò la preoccupazione sulla capacità di tutela della salute dei cittadini da parte del Governo. I consorzi agrari sospesero la VENDITA dell’atrazina e nel 1989 l’allarme cessò. L’uso di questo diserbante fu messo fuori legge nel 1992.

La realtà per fortuna in questo caso era migliore dell’apparenza.

Quella della presenza dell’arsenico è una vicenda complessa che per essere raccontata deve essere suddivisa in alcuni argomenti separati.

Innanzitutto va raccontato cosa sia l’arsenico e le conseguenze della sua assimilazione per la salute. Ciò è meglio che sia raccontato dai medici piuttosto che da un ingegnere e per questo rimandiamo al riquadro sotto riportato.

  • Estratto dagli opuscoli informativi per l’arsenico e il fluoro redatti dalle ASL RM F e RM H nel novembre 2011
    CHE COSA E’ L’ARSENICO
    L'Arsenico è un semimetallo che può essere ritrovato nell’atmosfera, nel suolo, nelle rocce, nell’acqua e negli organismi con una mobilità collegata ad eventi atmosferici, emissioni vulcaniche, attività biologiche, emissioni antropiche. La presenza è maggiore nelle aree minerarie specie in associazione ad altri metalli e nelle zone vulcaniche, mentre è relativamente minore nell’ambiente naturale.
    L’ARSENICO NEGLI ALIMENTI
    Le informazioni sui tenori di Arsenico negli alimenti in generale sono piuttosto scarse. Pesci, crostacei e molluschi provenienti dall'ambiente marino possono contenere alti livelli di arsenico e possono contribuire in modo significativo all'assunzione giornaliera dell'elemento. L'accumulo è particolarmente elevato nei molluschi e nei crostacei e, specialmente se questi organismi vivono in acque contaminate, si può arrivare anche a concentrazioni intorno a 100 mg/kg; i pesci generalmente hanno livelli inferiori a 10 mg/kg.
    L’ARSENICO NELLE ACQUE
    L’Arsenico è rilevabile in quasi tutte le acque destinate al consumo umano.
    Le indagini epidemiologiche effettuate hanno dimostrato che, se permangono per molti anni alti livelli di arsenico (maggiori di 200 microgrammi/litro) nelle acque potabili, l’ESPOSIZIONE cronica dovuta all’uso continuativo di tali acque, può essere statisticamente associata ad una maggiore FREQUENZA di talune patologie (tumori della pelle, del polmone, degli organi interni, malattie cardiovascolari).

La normativa
La normativa della qualità dell’acqua potabile si è evoluta nel tempo in funzione del progredire delle conoscenze.

Fino al 1985 in Italia l’unica legge che riguardava le caratteristiche dell’acqua potabile era un R.D. del 1934 che imponeva genericamente che l’acqua distribuita fosse di buona qualità.

Ovviamente prima del 1985 pur non essendoci una normativa precisa vi era però una prassi consolidata.
Ad esempio la concentrazione dell’arsenico ammissibile secondo le “Norme internazionali per l’acqua di bevanda” della O.M.S nel 1958 era di 200 micro g/l.

Prima un D.P.C.M. del 1985 e poi un D.P.R. del 1988 hanno imposto per l’arsenico una concentrazione massima pari a 50 micro g/l.

Il D. Legisl. 31 del 2001 ha recepito la direttiva della Comunità Europea relativa alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano del 1998 ed ha disposto l’obbligo di conformità ai valori di parametro riportati nel Decreto a partire dal 25 dicembre 2003.

Per l’arsenico la concentrazione ammessa è di 10 micro g/l.

Il Decreto Legislativo prevede la possibilità di:

1) una prima deroga di massimo tre anni che la Regione poteva rilasciare entro i valori massimi ammissibili di concentrazione stabiliti dal Ministero della Sanità (fino al dicembre 2006);
2) una seconda deroga di massimo tre anni che la Regione poteva rilasciare previo decreto del Ministero della Sanità che doveva stabilire anche i valori massimi ammissibili di concentrazione (fino al dicembre 2009);
3) una terza deroga di massimo tre anni che la Regione può rilasciare previo decreto con i valori massimi ammissibili di concentrazione che il Ministero della Sanità a sua volta può rilasciare dopo aver acquisito il parere favorevole della Commissione Europea (fino al dicembre 2012).

Lo spirito della legge è quello di limitare temporalmente l’uso dell’acqua con concentrazioni fuori norma e comunque entro limiti massimi ammissibili.

Le richieste di deroga devono essere accompagnate dallo stato di avanzamento degli investimenti necessari per rientrare nei limiti previsti il prima possibile e dalla certezza della disponibilità dei finanziamenti necessari.

Il caso dei Comuni della Provincia di Roma
Chi scrive ha una esperienza diretta sull’argomento sviluppatasi nel territorio della Provincia di Roma ed a questo territorio nel seguito si fa riferimento.

Le cause dell’INQUINAMENTO da arsenico
L’INQUINAMENTO dell’arsenico è dovuto a cause naturali; ovvero proviene dalle rocce tufacee degli apparati vulcanici che nella Provincia di Roma sono presenti nelle zone dei laghi dei Castelli Romani ed intorno il lago di Bracciano.


Fonte: www.controluce.it/storia‐menu‐montecompatri.html

Come si opera
L’eliminazione dell’arsenico dall’acqua distribuita può avvenire o sostituendo le fonti di approvvigionamento o miscelando l’acqua a disposizione con acqua senza arsenico giungendo così ad una miscela con l’arsenico in quantità sotto soglia.

Questa è la soluzione di gran lunga da preferire rispetto alla costruzione dei potabilizzatori, quando esistono delle sorgenti o degli acquedotti con acqua di qualità in prossimità dei pozzi da sanare.

A questo fine agli Altopiani di Arcinazzo nell’alta valle dell’Aniene è stato costruito un grande serbatoio a cui sarà convogliata, oltre all’acqua oggi disponibile, la portata di una nuova sorgente.

Questo nuovo serbatoio, essendo posizionato ad una quota sul livello del mare superiore a quella del serbatoio oggi esistente ed in funzione, consentirà di distribuite una maggiore quantità di acqua di buona qualità e più facilmente a tutti i comuni dei Castelli Romani. 

  
Serbatoio di Arcinazzo in costruzione ‐ estate 2011

Non sempre è possibile disporre di acqua di buona qualità da sostituire od aggiungere a quella disponibile in loco.

In questi casi è gioco forza ricorrere alla realizzazione dei potabilizzatori ovvero in questo caso dei dearsenificatori.

Questi impianti hanno il difetto di consumare molta energia, di produrre rifiuti di difficile smaltimento e poi come tutti i macchinari si rompono.

Un guasto lieve di un impianto di potabilizzazione può avere conseguenze difficili da affrontare dal punto di vista gestionale; infatti per legge anche un piccolissimo sforamento come valore o come durata di superamento di un parametro comporta l’obbligo di sospendere l’erogazione dell’acqua.

Le tipologie degli impianti di dearsenificazione sono essenzialmente due: a filtrazione ed ad osmosi inversa.

Nel primo l’acqua viene fatta passare in filtri costituiti da materiali che interagiscono
con l’arsenico.

Il secondo sistema utilizza particolari membrane in cui viene fatta fluire l’acqua.


Velletri ‐ Campo Sportivo dearsenificatore a filtrazione

 
Ariccia ‐ Colle Tondo ‐ dearsenificatore ad osmosi

 

    
Il principio dell’osmosi inversa                                            Un elemento di un impianto di osmosi

La legge Galli ed il Servizio Idrico Integrato (S.I.I.)
La così detta Legge Galli del 1994 ha avviato una profonda ristrutturazione dei servizi idrici in Italia.

Ristrutturazione che nella Provincia di Roma è partita nel 2003. Oggi i servizi di approvvigionamento idrico, DISTRIBUZIONE, fognatura e depurazione sono gestiti da un unico soggetto e le gestioni precedenti a livello dei singoli comuni sono state accorpate a livello di ATO coincidente, grosso modo, con le Province.

ACEA ATO 2 gestisce il S.I.I. a Roma e Provincia.

Le informazioni prima della presa in carico dei servizi nel S.I.I.
Non vi erano informazioni su questo INQUINAMENTO prima della presa in carico da parte di ACEA ATO 2 dei singoli servizi comunali nonostante che, data la natura geologica dell’INQUINAMENTO, fosse da sempre presente.

Le motivazioni di questa mancanza di informazioni sono tre.

La legge nel 2003 abbassò sensibilmente la soglia di accettabilità dell’arsenico e quindi tante situazioni solo in quell’anno divennero fuori norma.

La soglia di 10 micro g/l è molto bassa (equivale alla massa di un millesimo di un granello si sabbia) e la sua misurazione richiede speciali apparecchiature inizialmente non a disposizione delle istituzioni.

Il vizio di alcuni che fa affrontare le problematiche solo quando si trasformano in emergenza e non pianificando le soluzioni a tempo debito.

Il perché dell’iniziale rifiuto della Commissione Europea al rilascio della deroga
Nell’ottobre del 2010 era in vigore una proroga alla seconda deroga (scaduta nel dicembre 2009) che per l’arsenico prevedeva una concentrazione massima di 50 micro g/l.

La Regione Lazio aveva concesso questa proroga in attesa del pronunciamento previsto per legge per la terza ed ultima deroga da parte della Commissione Europea.

Gli acquedotti e le reti hanno una dimensione comunale e sono alimentati da fonti diverse e quindi la concentrazione dell’arsenico era ed è diversa da comune a comune e comunque sempre inferiore a 50 micro g/l e dopo gli ultimi interventi realizzati dovunque sotto i 20 micro g/l.

Il Ministero della Sanità per la Regione Lazio aveva, a fine 2009, richiesto per tutti i Comuni del Lazio una unica deroga a 50 micro g/l anche quando il valore dell’arsenico nell’acqua era inferiore a 20.

Il 28 ottobre 2010 la Commissione Europea agendo a favore della sicurezza degli utenti decide di non rilasciare parere favorevole alle richieste di deroga con concentrazioni superiori a 20 micro g/l e quindi di fatto respinge le richieste di deroga avanzate per alcuni comuni del Lazio.

Il 30 novembre 2010 l’Istituto di Sanità ha pubblicato la nota “Deroghe per l’arsenico nelle acque destinate al consumo umano in Italia” dove ha indicato particolari accorgimenti da adottare là dove sia stata rilasciata una deroga distinguendo due casi: una concentrazione tra 10 e 20 micro g/l o una concentrazione tra 20 e 50 micro g/l.

Già a dicembre la Regione Lazio ed il Ministero della Sanità ognuno per le proprie competenze hanno provveduto ad inviare una richiesta di deroga per i Comuni del Lazio con un valore massimo per l’arsenico pari a 20 micro g/l.

I fatti ad oggi
ACEA ATO 2 a partire dall’acquisizione dei singoli servizi comunali ha richiesto le necessarie deroghe sulla base di un piano di rientro in cui Comune per Comune era dato un crono‐programma delle opere da realizzare, opere tutte finanziate con la TARIFFA idrica.

I piani di rientro aggiornati ad oggi prevedono il rientro nei limiti di legge in tutto il territorio dell’ATO 2 tra il 2011 ed il 2012.

I costi delle opere dei piani di rientro oggi completate ammontano a 17 milioni di euro e i costi delle opere in corso di completamento ammontano ad altri 24 milioni di euro.
Il 22 marzo 2011 la Commissione ha dato parere favorevole al rilascio della terza ed ultima deroga prevista per legge per DISTRIBUZIONE in alcuni Comuni del Lazio di acqua con un contenuto di arsenico superiore al valore di legge ma comunque inferiore a 20
micro g/l.

La Regione Lazio sulla base di un apposito Decreto del Ministero della Salute ha il 29 luglio di quest’anno emanato la deroga con scadenza 31 dicembre 2012.

Se qualcuno fosse interessato al dettaglio dei comuni interessati alla deroga può andare alla pagina web: www.ato2roma.it

Conclusioni
I fatti qui descritti consentono di affermare, almeno nel caso della Provincia di Roma, che le preoccupazioni scatenate dalla decisione dell’ottobre 2010 della Commissione Europea sono riconducibili ad un deficit di informazione piuttosto che ad un reale pericolo legato al deficit di qualità dell’acqua.
Deficit che non è meno grave perché la comunicazione forma la opinione pubblica ed una comunicazione senza attenzione alla correttezza dei contenuti può formare opinioni sbagliate. Le ragioni del deficit di informazione dello scorso ottobre possono essere spiegate con:

− la incapacità di comunicare in maniera efficace in un tempo storico, quello di internet, in cui la diffusione delle notizie ha tempi velocissimi;
− i condizionamenti dovuti ad una diffusa litigiosità sociale ed alla facilità con cui si può essere coinvolti in inchieste o giudizi civili, penali o amministrativi.