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Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattività e delle scorie.

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Gestione dei materiali ad alta attività - Ugo Spezia -

I materiali ad alta attività (il 5% dei materiali radioattivi prodotti negli impianti nucleari) derivano principalmente dal ritrattamento del combustibile nucleare esaurito.
Dopo la separazione delle componenti riutilizzabili (95% del combustibile esaurito) la parte residua (5%) è inglobata a caldo in una matrice di vetro minerale all’interno di un contenitore in acciaio (flask).
Il contenitore è chiuso mediante saldatura ed è avviato al deposito temporaneo.
I flask sono successivamente inseriti all’interno di contenitori cilindrici corazzati (cask) aventi diametro di 2,5 m e altezza di 4,5 m, adatti al trasporto e allo STOCCAGGIO di lungo termine all’interno di depositi idonei.
Per lo smaltimento definitivo è in fase di studio in molti paesi lo smaltimento geologico, in cui la funzione di isolamento dei materiali è affidata a formazioni geologiche profonde (di argilla, salgemma o granito) stabili per milioni di anni.
L’unico deposito geologico attualmente in funzione si trova nel New Mexico (USA) ma ha lo scopo di ospitare i materiali derivanti dai programmi militari, non quelli derivanti dalle centrali nucleari.
Il motivo per il quale nessun paese ha finora realizzato depositi geologici per i materiali provenienti dalle centrali nucleari è che al momento non sono necessari, dato che i materiali ad alta attività prodotti negli impianti nucleari continuano ad essere agevolmente stoccati presso gli stessi impianti.
Per dare un’idea della reale dimensione del problema, le scorie ad alta attività derivanti da tutto il combustibile nucleare utilizzato in Italia impegneranno complessivamente 20 cask.

Tratto da "L'Opzione Nucleare in Italia" AIN a cura di Ugo Spezia