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Rifiuti Radioattivi - Di cosa si tratta - Francesco Troiani -

Il rifiuto radioattivo è un “materiale radioattivo in forma solida, liquida o gassosa per il quale non è previsto alcun ulteriore uso e che è tenuto sotto controllo come rifiuto radioattivo dall'autorità di controllo a ciò preposta”.

Così lo definisce la Convenzione congiunta sulla sicurezza della gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (Joint Convention), gestita dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e ratificata dell’Italia agli inizi del 2006.

Sembrerebbe una definizione di applicabilità non immediata o addirittura ambigua, ma non è così, si tratta solo di stabilire su quali elementi si basa l’autorità di controllo per distinguere un “rifiuto radioattivo” da un rifiuto convenzionale non radioattivo.

La necessità di stabilire detti elementi deriva dal fatto che la radioattività, caratteristica principale dei rifiuti radioattivi, oltre a poter essere prodotta artificialmente, è diffusa dovunque nell’ambiente ed a livelli molto variabili: nei terreni, nelle acque, nell’aria, nei materiali da costruzione, negli alimenti, nelle acque potabili, negli oggetti della vita quotidiana.

Si tratta della cosiddetta “radioattività di fondo naturale”.
Anche gli esseri viventi sono radioattivi, contengono elementi come il CARBONIO-14, il Potassio-40 e molti altri elementi radioattivi naturali nella struttura della materia biologica che li compone.

Ma che cos'è la radioattività?

La radioattività è un fenomeno fisico che deriva dall'instabilità di alcuni particolari atomi (i "mattoni della materia") che compongono gli oggetti del nostro mondo e che ad un certo momento della loro vita subiscono un "processo di decadimento".

Si trasformano, cioè, in un altro tipo di ATOMO emettendo una radiazione, di tipo particellare o elettromagnetica.

Il nuovo ATOMO può essere stabile e il processo di decadimento si chiude, oppure può essere ancora instabile e, quindi, si comporta come l'ATOMO di partenza ("padre"), dando luogo ad un nuovo processo di decadimento (in questo secondo caso si parlerà di "catena di decadimento").

Procedendo in questa maniera, alla fine tutti gli atomi instabili raggiungeranno, inevitabilmente, uno stato di stabilità e la materia che li contiene diminuirà progressivamente la sua radioattività, fino a raggiungere valori trascurabili.

La velocità di decadimento dipende dal tipo (e dall'eventuale miscela) di atomi di partenza ed il tempo necessario per raggiungere il livello di radioattività trascurabile è molto variabile (da pochi secondi a centinaia di migliaia di anni).

Durante il processo di decadimento detti atomi cambieranno le loro caratteristiche, la loro massa, si chiameranno in modo differente ed avranno un comportamento chimico e fisico diverso, ma ai nostri fini è importante capire gli effetti delle radiazioni emesse sull'uomo e, in generale, sugli esseri viventi e sull'ambiente.

Dette radiazioni sono definite con il termine di "radiazioni ionizzanti", cioè sono in grado di produrre degli effetti di ionizzazione nella materia che attraversano.
La ionizzazione della materia, a sua volta, può evolvere in una modificazione della stessa e, nel caso degli essere viventi, trasformarsi in un danno biologico, che può essere trascurabile o molto serio, a seconda della "quantità" di radiazioni assorbite.

La radioattività può causare, quindi, danni sia all’ambiente sia alla salute degli organismi viventi a seconda della quantità, da qui la necessità di stabilire i livelli minimi, al di sotto dei quali non si riscontrano danni per l’uomo e l’ambiente.

I materiali che contengono radioattività al di sopra di tali livelli, che sono fissati attraverso la normativa tecnica e di legge, sono considerati radioattivi e se si tratta di un rifiuto sarà classificato come rifiuto radioattivo, quindi mantenuto sotto controllo dall’autorità a ciò preposta ed isolato dall’ambiente con opportuni ed efficaci sistemi.

Risulta, quindi, immediatamente evidente che l’accertamento del contento di radioattività di qualsiasi materiale radioattivo, in particolare dei rifiuti radioattivi, così come la misura di altri parametri che ne definiscono le caratteristiche, è di fondamentale importanza per stabilire il pericolo ad esso associato, le successive fasi di trattamento ed il suo destino finale.