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Conferenza di Rio e protocollo di Kyoto - Francesco Asdrubali -

Le discussioni sul problema dell’EFFETTO SERRA non sono, com’è noto, un problema di oggi e i primi incontri tra i vari Paesi per discutere dei cambiamenti climatici, della difesa dell’ambiente e di uno sviluppo ragionevole della società umana, prendono le loro mosse negli anni 80 del secolo passato. Si fa largo la strada di conciliare la crescita economica ed equa DISTRIBUZIONE delle risorse in un nuovo modello di sviluppo che rispetti anche l’ambiente e l’uomo.

La prima Conferenza Mondiale sul clima si tiene nel 1979 e si conclude con una serie di raccomandazioni sulla necessità di mettere in atto politiche "necessarie al benessere dell’umanità"; poco più che una dichiarazione di intenti. In tali occasioni, viene comunque dato vita al World Climate Programm (WCP), sotto la responsabilità diretta dell’United Nations Environment Programme (Programma sull’ambiente delle Nazioni Unite UNEP) e di varie organizzazioni scientifiche.

Tra gli anni 80 e gli anni 90 hanno luogo varie Conferenze intergovernative e viene ripreso, tra l’altro, il concetto di "SVILUPPO SOSTENIBILE" contenuto nel rapporto Bruntland (Our Common Future), presentato nella Conferenza di Stoccolma del 1987.

Nel rapporto e nella stessa definizione di SVILUPPO SOSTENIBILE (Lo SVILUPPO SOSTENIBILE è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri) sono rappresentati l’urgenza di garantire la tutela dell’ambiente, l’altrettanto rilevante necessità di promuovere la salute, lo sviluppo, l’istruzione e la giustizia sociale per tutti; con l’ottica di garantire un modello di sviluppo tale da non pregiudicare i diritti delle generazioni future. Nel febbraio del 91 il Consiglio dell’Unione Europea autorizza la Commissione a partecipare, a nome dell’Unione, ai negoziati della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), dove le conclusioni saranno adottate a New York il 9 maggio 1992 e poi firmate pochi mesi dopo alla Conferenza di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo.

Rio rappresenta forse la tappa più importante al processo comune per uno SVILUPPO SOSTENIBILE, con l’intento di condividere le responsabilità e l’impegno a promuovere un corpus di programmi per il rispetto dell’ambiente e della stessa dignità dell’uomo. A Rio venne esteso il concetto di negoziazione multilaterale, che già aveva portato al Protocollo di Montreal per la protezione della fascia dell’OZONO. A Montreal vennero messi al bando i CLOROFLUOROCARBURI (CFC), gas impiegati soprattutto nell’industria della refrigerazione, ritenuti responsabili del famoso "buco dell’OZONO", che permette il passaggio di raggi ultravioletti pericolosi per la salute umana.

A Rio, il negoziato sull’ambiente, che tra l’altro portò alla Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici, fece riferimento ai 15 principi sullo SVILUPPO SOSTENIBILE, che per la prima volta ed in modo esplicito fissarono "il concetto di diritto umano" e come conseguenza quello di "diritto ad un ambiente sano". Le proposte votate a Rio furono confermate dall’Assemblea Generale del 2000 delle Nazioni Unite del Millennio (Millenium Summit) alla quale parteciparono 147 Capi di Governo ed infine dal summit di Johannesburg nel 2002 (WSSD), anche se va detto che i documenti finali approvati dai governi hanno sempre riflesso il compromesso raggiunto faticosamente in via negoziale.

A Rio, però, la Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici, firmata da 153 Paesi, mise alcuni punti fissi, sulla base del terzo rapporto scientifico dell’IPCC sui cambiamenti climatici, che portarono più tardi alla riunione di Kyoto, e in definitiva pesarono e pesano positivamente sulla politica della protezione dell’ambiente e della salvezza del pianeta nei modi in cui si va evolvendo in questi giorni. Si stabilì che la Convenzione trovava una sede negoziale permanente nella Conferenza delle Parti (COP), e alla terza riunione di questo organismo a Kyoto nel dicembre del 97 venne sottoscritto, da oltre 160 partecipanti, un protocollo sulla riduzione dei GAS SERRA, che da allora viene indicato con il nome di PROTOCOLLO DI KYOTO.

I GAS SERRA disciplinati dal PROTOCOLLO DI KYOTO sono i composti attivi nei confronti della radiazione terrestre per lunghezze d’onda superiori a 4 μm, ed in particolare CO2, CH4, N2O, SF6 ed alcuni idrofluorcarburi quali HFC-23 e HFC-32. La CO2 è di gran lunga il più importante per i massicci quantitativi immessi annualmente in atmosfera sia dalle attività antropiche che dalle sorgenti naturali, ma non è il più pericoloso ai fini dell’EFFETTO SERRA.

Per valutare il contributo di ciascun gas all’EFFETTO SERRA si calcola il cosiddetto POTENZIALE di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP), che rappresenta il contributo cumulativo all’EFFETTO SERRA in un prefissato intervallo temporale fornito dall’unità di massa di ciascun gas. Posto pari ad 1 il GWP dell’ANIDRIDE CARBONICA a 100 anni, secondo l’International Panel on Climate Change (IPCC) il GWP del METANO è pari a 21, quello di N2O è pari a 310 e quello di SF6 addirittura pari a 23900 (tabella POTENZIALE globale di riscaldamento dell’atmosfera terrestre (GWP) dei principali GAS SERRA - IPCC, 1996 -).

Tabella: POTENZIALE globale di riscaldamento dell’atmosfera terrestre (GWP) dei principali GAS SERRA (IPCC, 1996)

GAS SERRA

Global Warming Potential, GWP

20 anni

100 anni

500 anni

CO2

1

1

1

CH4

56

21

6,5

N2O

280

310

170

HFC-23

9100

11700

9800

HFC-32

2100

650

200

SF6

16300

23900

34900

Per poter comparare GAS SERRA con proprietà così diverse, si è introdotto il concetto di CO2 equivalente, definita come la massa di CO2 che produce lo stesso effetto ai fini del riscaldamento globale della massa unitaria del GAS SERRA in esame.

 

Gino Moncada Lo Giudice, Francesco Asdrubali: "LA SFIDA DELL’ENERGIA Cambiamenti climatici,
energia e ambiente in un mondo inquieto",
Franco Angeli, Milano 2007,

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1820.178