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Le emissioni nei prossimi 25 anni - Agi Energia -

Il punto di partenza del nuovo World Energy Outlook 2008 (WEO) è uno scenario baseline di riferimento (emissioni di CO2 e sicurezza energetica al 2030) che risulterebbe semplicemente insostenibile, da un punto di vista ambientale, economico e sociale.

In questo scenario di riferimento il petrolio rimane la principale fonte energetica, con un incremento della produzione giornaliera da 40 a 104 milioni di barili nel 2030, proveniente principalmente dai paesi medio orientali dell’OPEC (figura seguente).

Per far fronte a questo incremento di domanda, dovrebbe essere installata da oggi al 2030 una capacità di 64 milioni di barili giornalieri, un ammontare sei volte superiore all’attuale capacità dell’Arabia Saudita, e proveniente da giacimenti ancora non sfruttati o rilevati (seguente figura).

In questo scenario di riferimento, anche le emissioni di CO2 del sistema energetico crescerebbero esponenzialmente, dagli attuali 27 ai futuri 40 miliardi di tonnellate nel 2030. Interessante osservare che il 97% dell’incremento delle emissioni da oggi al 2030 proverrebbe dai paesi non-OCSE; il 75% da Cina, India e Medio Oriente (figura seguente).

È quindi ovvio che questo scenario tendenziale possa essere contrastato solo attraverso un’azione globale che dovrà essere definita in novembre 2009 a Copenaghen.

Una volta stabilito che un intervento globale è una condizione necessaria (ma non sufficiente) per invertire la tendenza dello scenario appena descritto, il WEO 2008 elabora successivamente due scenari energetici e climatici alternativi (figura seguente).

Nel primo scenario (550 PPM policy scenario) a una riduzione significativa delle emissioni corrisponderebbe comunque un aumento della temperatura globale di 3°C.

La domanda di energia continuerebbe a espandersi, ma con un mix energetico marcatamente differente, perseguibile con un prezzo della CO2 (nei paesi OCSE) pari a 90$ a tonnellata nel 2030 e un investimento addizionale dello 0,25% del Pil globale.

Il secondo scenario (450 PPM policy scenario) richiederebbe investimenti più consistenti, pari allo 0,6% del PIL, e un prezzo della CO2 di 180$ per tonnellata, sempre nel 2030 (attualmente è intorno ai 20 euro).

In questo scenario la temperatura aumenterebbe di 2°C, la domanda energetica aumenterebbe, ma la metà rispetto allo scenario di riferimento.

Mentre il progresso tecnologico, come lo sviluppo della CARBON CAPTURE AND STORAGE, è una prerogativa importante per la riduzione delle emissioni, sono gli interventi in EFFICIENZA ENERGETICA e l’utilizzo dell’esistente energia a basso contenuto carbonico a permettere i risparmi più sostanziali, contando per oltre il 50% della riduzione possibile di CO2 (figura seguente).

Tratto da Agi Energia