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Economia, energia, ambiente: tra nucleare e risorse rinnovabili - Diego Darini, IIS Gaetano De Sanctis - Roma

Una scelta discutibile
L'energia nucleare in Italia sembra tornare un'idea più che concreta: il programma dell'Enel è quello di ritornare tra le società leader nello sfruttamento dell'atomo attraverso l'installazione di quattro reattori di terza generazione avanzata in tre siti lungo la penisola. I generatori, da 1600 Megawatt ciascuno, costerebbero in totale tra i 16 e i 18 miliardi di euro, una cifra che non può che sembrare proibitiva. Ma in un mondo verde che guarda un futuro dominato dalle energie rinnovabili, non risulta tanto anacronistico quanto pericoloso investire sul nucleare?

Ambiente e limiti dell'energia pulita
Rispondere a tale questito, soprattutto dopo Fukushima, potrebbe sembrare molto facile. La maratona sul clima di Cancun e l'allarme dell'innalzamento delle temperature compreso fra gli 1.1 e i 6.4 gradi Celsius, con la previsione di un tasso di mortalità in aumento da 1% al 4% sembrano lasciare spazio soltanto alle energie pulite, che sembrano la chiave unica per vincere la battaglia dell'inquinamento. Ma l'energia rinnovabile è davvero così affidabile? Per soddisfare il fabbisogno energetico italiano bisognerebbe, considerando ad esempio il fotovoltaico, ricoprire una regione come la Basilicata di pannella solari, per non parlare del fatto che al Sud le ore di sole (e quindi di energia) sono circa 1500 su 8750 l'anno, mentre al Nord sono solo 1000. L'energia elettrica non si può immagazzinare, ma è un'energia a "pronta resa", e pertanto, sempre nel caso del fotovoltaico, avremo circa 7000 ore di buio, cioè quasi l'80% delle ore annue. Appunto uno dei grandi limiti dell'energia rinnovabile è l'impossibilità di stoccaggio in quanto l'uomo  può prevedere ma non controllare la presenza del sole o del vento etc. Non bisogna nemmeno sottovalutare gli altissimi costi che comporta l'energia rinnovabile in rapporto al suo rendimento. Tuttavia è giusto e necessario, indispensabile per la nostra sopravvivenza investire sul domani, lottare per il futuro, e vincere la battaglia dell'inquinamento; e basti pensare che il 15 % della nostra bolletta è destinato agli incentivi per le energie rinnovabili, per capire che questa lotta la stiamo già combattendo.

L'attuale situazione in Italia
Attualmente l'Italia è l'unico dei grandi Paesi che non produce energia nucleare, ed il suo sostentamento energetico proviene soprattutto dal gas, e in minor quantità dal petrolio, importati da Russia e dal Nord Africa (fino a qualche mese fa anche dalla Libia). Inoltre l'Italia importa energia nucleare dalla Francia e dalla Svizzera per il 13% del fabbisogno interno. Tutto questo comporta un gravissimo peso economico per lo stato e per la famiglia italiana, e il Paese è quindi dipendente sia sul piano energetico economico, sia sul piano diplomatico. E' questo il motivo che ha spinto le autorità italiane ad aprire una porta ad un nuovo referendum sul nucleare.

"Quando la paura vince sulla ragione"
Questo refendum (dopo Fukushima) non potrà far altro che sterilizzare ogni cambiamento di politica energetica, in quanto nel nostro Paese, purtroppo, è diffusa una cattiva conoscenza scientifica che porta a parlare per luoghi comuni e per sentito dire. Questa ignoranza fa sì che la paura sovrasti la ragione.

Il programma dell'Enel e i vantaggi del nucleare
Tuttavia il programma dell'Enel prevede un accordo con la società francese Edf nella creazione di reattori di generazone 3+ di tecnologia EPR (European Pressured Reactor) nella quale la società francese ha un'esperienza decennale. In queste condizione i rischi di incidenti nucleari come Fukushima (ricordiamo che al reattore 4 erano rimasti due anni di vita, con una tecnologia superata, e che quell'incidente è stato causato da una catastrofe ambientale senza uguali) sono pressochè nulli. L'impatto ambientale non è sicuramente indifferente, ma calcolando che con l'energia nucleare l'Italia potrebbe fare a meno di produrre energia dal petrolio, dal gas, e dal carbone, il peso per l'ambiente sarebbe sicuramente meno incisivo. Dal punto di vista economico l'Italia acquisterebbe autonomia energetica ed economica, rilanciando l'industria e il settore dei servizi. Purtroppo - per rispondere al quesito iniziale - il nucleare in Italia è indispensabile per il sostegno energetico ed economico, mantenendo comunque il primario obiettivo di sviluppare l'energia rinnovabile per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e per la difesa dell'ambiente, la nostra casa.


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