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Visita alla centrale di Leibstadt, Svizzera.

La centrale nucleare di Leibstadt, entrata in funzione nel 1984, è la più grossa centrale in Svizzera e da sola copre quasi il 15% del fabbisogno nazionale. Si trova sulla sponda meridionale del Reno, alla confluenza con l’Aare, quasi al confine con la Germania. E’ dotata di un reattore ad acqua bollente della General Electric da 1165 MWe e la torre di raffreddamento, alta 144 m, evapora in media oltre 700 litri di acqua al secondo.

Il 19 Maggio, 36 tra studenti e docenti della Laurea Magistrale in Fisica dell’Università degli Studi di Milano, sono stati autorizzati alla visita in zona controllata.

Non pensavo ci avrebbero portati così vicini al “cuore” della centrale: siamo stati praticamente sopra al reattore, chiuso da un coperchio fissato al vessel con viti da 120 Kg l’una ed abbiamo visto, attraverso la trasperenza dell’acqua ultrapura in cui erano immerse, le barre del combustibile esaurito, cariche delle tanto temute scorie ad alta attività.

Di seguito sono riportate le impressioni a caldo di alcuni partecipanti alla visita.

Un sentito grazie alle gentilissime e molto preparate guide che ci hanno condotto nei meandri della centrale ed alla organizzazione, tipicamente svizzera, che ci ha permesso di completare la visita e rientrare a Milano in una sola giornata.

Gianluca Alimonti
INFN & Università degli Studi, Milano

Quando si arriva alla centrale nucleare di Leibstadt si viene accolti da un edificio cilindrico ricoperto da specchi che da immediatamente la sensazione di trovarsi di fronte ad una struttura moderna e curata, del tutto simile alle hall degli alberghi e ben lontano da enormi e datate costruzioni in cemento.
La centrale si trova immersa in un’ampia distesa di verde, lavora in “assoluto silenzio” e non produce alcun rumore fastidioso per la natura circostante…
Quando si accede all’interno della centrale il protocollo di sicurezza è simile a quello del check-in in aeroporto, da quel momento in poi ogni movimento all’interno degli edifici è monitorato elettronicamente.
Durante il percorso effettuato risulta evidente l’ordine e la pulizia, malgrado l’importanza e l’elevato rischio delle operazioni che vengono svolte non si è mai avvertita una situazione di tensione e frenesia sembra che tutti i tecnici sappiano cosa fare e lo facciano talmente bene da farlo con calma…

Luca Garolfi

L'impressione che ho avuto durante la visita è che i livelli di sicurezza utilizzati nella produzione dell'energia nucleare sono veramente altissimi...i rischi sono ridotti al minimo. Va considerato inoltre che la centrale di Leibstadt è abbastanza vecchia, quindi nelle centrali costruite più recentemente sicuramente le misure di sicurezza hanno degli standard ancora più elevati...penso che il rischio di incidente sia praticamente 0.
Dopo aver visto realmente come viene prodotta l'energia nucleare l'unico argomento sul quale è possibile dare ragione agli anti-nuclearisti rimane lo smaltimento delle scorie, a mio avviso. Comunque credo che molte persone avendo la possibilità di fare una visita del genere cambierebbero il loro atteggiamento tendenzialmente ostile nei confronti del nucleare.

Federico Nespoli

Sono rimasto molto impressionato dal livello di sicurezza e perfezione che la tecnologia del nucleare sembra avere raggiunto sia nel processo di produzione di energia che di protezione del personale, oltre che dalla professionalità ed assoluta competenza degli addetti. La sensazione che ho e di cui ho avuto conferma è di una forma di produzione di energia sicura, al contrario di quanto generalmente affermato dai mezzi di informazione.

Giacomo Pozzi

Questo tipo di fonte energetica è a mio parere la più affascinante, e quindi anche la più interessante da "esplorare" sul posto. Le visite, almeno quelle di quest'anno e dello scorso anno (alla centrale di Gosgen), sono state fatte con organizzazione eccellente, quindi a mio avviso molto istruttive e coinvolgenti. Poi vedere sul campo tutte le complicatezze ingegneristiche a cui si va incontro progettando e mettendo in funzione un tale impianto, ci mette più in contatto diretto con la realtà, e la cosa credo che faccia molto bene soprattutto a noi fisici, secondo me troppo abituati a valutare le cose semplicemente sulla base di modelli teorici spesso troppo distanti dalla realtà. In definitiva: una visita istruttiva e coinvolgente.

Tabacchini Andrea


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