
La filiera agro-energetica di recupero degli scarti di potatura degli oliveti per la produzione di energia elettrica e termica, necessita di ottimizzazioni dal punto di vista tecnico-economico.
Se è vero infatti che esistono numerosi esempi di prove di raccolta delle potature o prove di GASSIFICAZIONE delle biomasse residuali, non esistono ancora impianti pilota nei quali sia completamente realizzata l’intera filiera energetica, dalla raccolta alla conversione finale mediante la tecnologia della gassificazione.
In questo modo si potrebbe garantire l’autonomia energetica delle aziende olivicole impiegando il cippato come vettore energetico.
All’interno della filiera sono due le principali innovazioni che da sviluppare:
La fase di raccolta e cippatura delle potature di olivo richiede un’ottimizzazione dei macchinari impiegati, che derivano da quelli impiegati nella raccolta della paglia o del fieno; infatti, le potature di olivo sono costituite da materiale molto più consistente della paglia e richiedono pertanto un rafforzamento degli organi più stressati; le attuali macchine di raccolta, già sperimentate con risultati abbastanza incoraggianti per le potature di vite, richiedono invece delle consistenti migliorie per le potature di olivo, di fatto più robuste di quelle di vite, in quanto hanno diametri sensibilmente maggiori.
La fase di raccolta e cippatura deve essere inoltre integrata da una fase di pre-essiccazione della BIOMASSA che può essere realizzata mediante l’impiego di cassoni di raccolta del cippato muniti di sistema di riscaldamento alimentato dai fumi di combustione del motore stesso, che permette di abbassare l’umidità di circa il 10-15%, evitando pertanto la possibile formazione di fenomeni di fermentazione al momento dello STOCCAGGIO nella tettoia.
Le tecnologie disponibili di raccolta sono:
La figura seguente mostra delle fasi di raccolta delle potature di vite,
mentre la figura sottostante mostra delle fasi di raccolta di potature di olivo.
La fase di conversione energetica può essere eseguita mediante l’installazione di un gassificatore caratterizzato da dimensioni ridotte rispetto ai tradizionali sistemi, da una automatizzazione del processo, e dalla piccola taglia di produzione energetica, che rende tale impianto facilmente replicabile nelle piccole e medie aziende agricole del territorio italiano.
L’impiego della tecnologia della GASSIFICAZIONE (come nella figura seguente) al posto della più tradizionale combustione, rappresenta un interessante vantaggio anche dal punto di vista dell’energia prodotta: mentre la caldaia è in grado di produrre unicamente calore, più difficilmente impiegabile in grandi quantità dall’azienda, la GASSIFICAZIONE consente di produrre circa il 60% di energia elettrica, che oltre ad essere una forma di energia più "pregiata", è più flessibile in quanto gli eccessi possono essere ceduti alla rete elettrica.
Nel caso invece la combustione sia orientata verso la produzione di vapore o olio diatermico per la produzione di energia elettrica, i rendimenti elettrici sarebbero sensibilmente inferiori rispetto alla gassificazione, in quanto i passaggi termodinamici aggiuntivi generano perdite sul rendimento di produzione dell’energia elettrica.
Lo sviluppo della filiera Energetica
co-Autore Ing. Gianluca Cavalaglio