Italia ed Europa
La cartografia e i dati disponibili a livello nazionale e regionale dal Ctn Tes (Centro Tematico Nazionale Territorio e Suolo) mostrano come anche in alcune regioni italiane siano presenti aree in via di desertificazione.
Tra i Paesi europei che si affacciano sul bacino del Mediterraneo sono a rischio oltre il 25% delle terre agricole e il 35% di quelle a pascolo (in tutto 30 milioni di ettari di terra).
Ben 16,5 milioni di persone sono a rischio di sopravvivenza.
Monitoraggio
L’indicatore di riferimento utilizzato dal Ctn Tes per monitorare le fenomenologie sul territorio italiano si basa sull’analisi degli andamenti di alcuni indici ambientali e socio-economici, principalmente di pressione, di stato e di risposta, i quali, attraverso la loro combinazione, portano all’individuazione delle aree sensibili.
L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha da poco lanciato un progetto denominato Desertwatch per monitorare l’andamento della desertificazione in Europa, facendo forza sulle più aggiornate tecniche di Remote Sensing: le immagini satellitari evidenziano cambiamenti importanti nell’uso della terra, oltre all’aumento di potere riflettente, temperatura, aridità e natura polverosa della superficie, mentre i sensori a infrarossi possono individuare gli stress della vegetazione dovuti ai cambiamenti ambientali.
L’Unccd ha in progetto di realizzare varie tipologie di modelli integrati che possano descrivere al meglio il fenomeno.
Alcuni indicatori climatici e l’Ndvi (Normalised Difference Vegetation Index) in primo luogo, oltre ai dati storici relativi alla componente antropica (pascolamento, disboscamento, uso delle terre) porteranno presto a modellizzazioni che, attraverso successive verifiche sul campo, potranno prevedere le tendenze future.
Successive correzioni dei parametri empirici riferiti a ogni situazione locale e le informazioni socio-economiche permetteranno di ottenere modelli più specifici.
L’erosione connessa al vento, all’acqua e alla neve saranno quantificate tramite modelli di simulazione.
Adeguati metodi di interpolazione dei dati ottenuti permetteranno poi di rappresentare graficamente e a grande scala le informazioni ottenute tramite Gis (Geographic Information System).
Interventi di recupero
La piatta penisola del Sinis (Sardegna) negli anni ’50 era in stato di avanzata desertificazione a causa dell’eccesso di pascolo. Il recupero venne attuato attraverso un intervento amministrativo che interdisse il pascolo al di sotto dell’isoipsa 50 metri (che escluse l’intera penisola), la fissazione delle dune con essenze specifiche, l’impianto di colture aridofile e infine la progettazione di imponenti sistemi di irrigazione.
Forse il più grande esempio di bonifica della storia è stato attuato nel Negev (Israele). Il reperimento di risorse idriche, le nuove tecniche di irrigazione (irrigazioni a goccia, impianti aerei ecc.) e la collaborazione tra ricerca scientifica e produzione si sono rivelati trionfanti in un’area altrimenti desertica.
Dove le finanze non lo permettono si ricorre a meno sofisticate ma ben efficienti azioni: si va dai diversi metodi di stabilizzazione delle dune alle svariate tecniche per minimizzare la perdita di suolo e per innalzare il rapporto infiltrazione/ruscellamento delle acque piovane.
Tratto dalla rivista INQUINAMENTO, Giugno 2006