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I dieci comandamenti sulla desertificazione di Jean, 1985 - Fabio Gea -
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La siccità deve essere considerata una componente normale e non accidentale del clima delle zone aride. Lottare contro la siccità non vuol dire cercare di eliminarla ma adattarsi a essa.
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L’ambiente naturale delle zone toccate dalla desertificazione è molto fragile, le limitate risorse esistenti riposano su un equilibrio estremamente instabile e sensibile a ogni forma di perturbazione.
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Tra le cause multiple della desertificazione, le più legate all’azione dell’uomo sono la cattiva gestione e lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali
RINNOVABILI.
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Il processo della desertificazione potrà essere rallentato soltanto rispettando gli equilibri naturali e le capacità produttive dell’ambiente.
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Una valorizzazione delle limitate risorse esistenti diviene un elemento di stabilizzazione degli ecosistemi.
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Le zone a ecologia fragile e a debole potenzialità produttiva devono essere riservate a popolazioni nomadi e di debole densità. L’attività umana di questi ambienti deve essere basata sulla mobilità nel tempo e nello spazio.
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Come conseguenza del punto precedente, le sole attività consigliabili nelle zone a ecologia fragile sono l’allevamento nomade e transumante, l’utilizzazione della fauna selvatica e lo sfruttamento delle risorse minerali; le attività più intensive come l’agricoltura, la selvicoltura, la pesca, ecc devono essere ridotte al livello di soddisfacimento dei bisogni di sopravvivenza.
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La lotta contro l’avanzata del deserto non deve essere considerata che come una componente prioritaria della lotta nazionale contro la desertificazione, la quale a sua volta è una componente indissociabile dello sviluppo del Paese.
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La lotta contro la desertificazione è una strategia a lungo termine che richiede energiche decisioni politiche, ricerca di innovazioni tecniche, sensibilizzazione e mobilizzazione delle popolazioni, formazione di quadri e animazione di responsabili in vista di una partecipazione cosciente, attiva e volontaria della comunità nazionale tutta intera.
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La strategia deve tradursi in programmi di azioni settoriali e in schemi generali di gestione regionale.
Tratto dalla rivista INQUINAMENTO, Giugno 2006