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Il SET Plan europeo sulle tecnologie energetiche - Marcello Capra -

E’ importante assicurare anche uno stretto collegamento delle attività di ricerca nazionali ai contenuti dell’“European Strategic Energy Technology Plan”(SET Plan) proposto recentemente dalla Commissione Europea e che costituisce la risposta strategica alle sfide del clima e dell’energia che l’Europa intende affrontare attraverso l’innovazione accelerata delle tecnologie energetiche.

Per guidare la transizione verso un futuro ad “emissioni zero” i Paesi dell’Unione dovranno mettere in comune le risorse e condividere i rischi connessi allo sviluppo di nuove tecnologie, trovando il giusto equilibrio fra cooperazione e competizione, con la prospettiva anche di assumere la leadership mondiale delle tecnologie energetiche. L’Italia deve farsi trovare pronta a questa sfida e recitare il ruolo che le compete a livello europeo e mondiale.

Elemento determinante ai fini dell’implementazione del SET Plan è rappresentato dal lancio delle cosiddette European Industrial Initiatives (EII), vere e proprie partnership pubblico-private con le imprese di settore per lo sviluppo mirato dei progetti di ricerca.

Esse puntano a rafforzare la ricerca e l’innovazione industriali nel settore dell’energia generando la massa critica necessaria in termini di attività e operatori.

Un primo gruppo di iniziative prioritarie che verranno lanciate nel corso del 2010 è costituito da: cattura e STOCCAGGIO della CO2, energia solare, eolico off-shore, smart grids, bioenergie e nucleare di IV generazione.

Il posizionamento italiano nello sviluppo delle tecnologie energetiche
Negli ultimi anni si è manifestato un forte indirizzo verso un più esteso ricorso a FONTI ALTERNATIVE, anche sulla spinta degli adempimenti in materia ambientale che hanno dato impulso ad una nuova domanda tecnologica.

La competenza dell’Italia nel quadro delle tecnologie energetiche deve dunque essere valutata in senso prospettico. I positivi risultati registrati nell’area termo-elettromeccanica non sembrano attualmente in grado di superare i limiti di una specializzazione debole alla quale si vanno contrapponendo comunque punti di forza a livello europeo ben più solidi.

Inoltre preoccupa la scarsa presenza nelle tecnologie per l’uso di fonti RINNOVABILI, ad eccezione di alcuni recenti casi di successo nel solare a concentrazione e nello sviluppo delle smart grids, settore emergente nel quale l’Italia ha recentemente consolidato la sua leadership nell’ambito delle azioni conseguenti il G8 dell’Aquila, coordinando insieme alla Corea un Piano d’Azione internazionale.

La ricerca italiana sulle tecnologie energetiche, dopo un periodo di forte frammentazione, sta evolvendo verso un quadro più coordinato di iniziative, favorite anche dall’avvio dei programmi internazionali di cooperazione.

Il sistema della ricerca italiano ha un buon posizionamento internazionale, dimostrando di essere pronto a cogliere tutti gli spunti più innovativi provenienti a livello internazionale.

Il sistema degli incentivi
La frammentazione registratasi negli ultimi anni nel settore della ricerca delle tecnologie energetiche è in parte da imputare anche alla dispersione di risorse e competenze tra i principali Ministeri e le Regioni, in assenza di una cabina di regia unica.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha attualmente in carico i principali strumenti di incentivazione nazionale, quali il Programma Industria 2015 ed il Fondo per la Ricerca di Sistema elettrico.

Quest’ultimo fino ad oggi ha impegnato risorse per complessivi 180 milioni di euro, per l’affidamento di attività di ricerca tramite accordi di programma con ENEA, CNR e ERSE (ex-CESI Ricerca).

Un bando di co-finanziamento per gli operatori industriali è stato lanciato nel corso del 2009, con incentivi per oltre 50 milioni di euro.

Il Fondo è alimentato dalla componente tariffaria A5, il cui gettito annuo è di circa 70 milioni di euro. Il Programma Industria 2015 ha ammesso ai 200 milioni di incentivi disponibili 30 progetti di ricerca e innovazione nel settore dell’EFFICIENZA ENERGETICA, che coinvolgeranno 234 imprese, 160 enti di ricerca e attiveranno circa 500 milioni di investimenti.

E’ inoltre in fase di definizione un nuovo strumento di promozione della ricerca energetica in base all’art. 38 della già citata Legge Sviluppo.